Quarant’anni di storia, quasi 500 protagonisti premiati e un filo rosso che unisce talento, impegno e identità territoriale. Il Premio Marchigiano dell’Anno torna a celebrare le eccellenze della regione Marche, confermandosi uno degli appuntamenti più rappresentativi dedicati ai marchigiani distintisi in Italia e nel mondo nei settori della cultura, dell’impresa, della scienza e delle istituzioni.
La cerimonia della XL edizione si è svolta giovedì 21 maggio nella Sala Koch del Senato della Repubblica, con il patrocinio del Senato e della Regione Marche. Nel corso dell’evento è stato consegnato il tradizionale “Picus del Ver Sacrum”, il Picchio della Primavera Sacra simbolo della Regione, alle personalità che si sono distinte per meriti professionali, scientifici, culturali e sociali.
Promosso dal Centro Studi Marche “Giuseppe Giunchi” (CESMA), il riconoscimento rappresenta un omaggio all’operosità e alla capacità d’iniziativa che caratterizzano il tessuto marchigiano. Un contesto, quello regionale, che continua a distinguersi per una forte vocazione imprenditoriale: secondo i dati ISTAT, le Marche registrano una delle più alte densità di imprese rispetto alla popolazione, con una prevalenza di piccole e medie realtà nei settori manifatturiero, artigianale e dei servizi. «È importante celebrare le eccellenze marchigiane che contribuiscono al prestigio del Paese» ha sottolineato il presidente del CESMA, l’imprenditore Umberto Antonelli.
La cerimonia si è aperta con i saluti istituzionali del senatore questore Antonio De Poli. Sono intervenuti, oltre ad Antonelli, la direttrice Pina Gentili, la presidente emerita Rosanna Vaudetti e il presidente onorario Giorgio Girelli.
Per il 2026 sono stati insigniti del riconoscimento: Sergio Alessandrini (imprenditore); Anna Maria Ambrosini Massari (professoressa ordinaria di Storia dell’Arte all’Università di Urbino); padre Ferdinando Campana (ministro provinciale dei Frati Minori delle Marche); Luigi Contisciani (presidente BIM Tronto); Gabriele Luca Fava (console d’Italia a Barcellona); Maria Grazia Focanti (pittrice); Giacinto Ottaviani (direttore nazionale Armamenti del Ministero della Difesa); Giorgia Tordini (stilista); Riccardo Paolo Uguccioni (presidente della Società Pesarese di Studi Storici); Vincenzo Maria Vagnoni (ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).
Mentre il Premio “Marchigiano ad Honorem”, giunto alla XIX edizione, è stato assegnato a Massimiliano Ossini, conduttore televisivo e documentarista, e a Gerardo Villanacci, giurista e docente universitario.
«Ricevere questo riconoscimento mi rende profondamente orgoglioso. Le Marche sono la mia terra d’adozione, un patrimonio unico di straordinarie bellezze naturali che ho cercato spesso di raccontare anche attraverso i miei programmi televisivi» ha dichiarato Ossini.
Villanacci ha invece evidenziato «il profondo legame con una terra dall’immenso patrimonio storico, artistico e culturale», sottolineando la necessità di «continuare a valorizzare e rendere sempre più accessibili i luoghi della cultura marchigiana».
Il Premio “Marchigiano nel Mondo”, giunto alla XI edizione, è stato conferito al medico argentino Fernando R. Fischer, per il suo contributo professionale e per il costante legame con le proprie origini marchigiane.
Nel corso delle sue quaranta edizioni, il Premio Marchigiano dell’Anno – fiore all’occhiello delle attività del CESMA – ha visto tra i suoi insigniti personalità di primo piano del panorama nazionale e internazionale, dall’attrice Virna Lisi al cardiochirurgo Carlo Marcelletti, dallo scultore Gio Pomodoro fino al cantante Renato Zero.
Con questa edizione, il Premio conferma il proprio ruolo di appuntamento autorevole dedicato alla valorizzazione di donne e uomini che, con il proprio lavoro e talento, contribuiscono a dare prestigio e visibilità alle Marche in Italia e nel mondo.
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