
La proprietà commutativa è una proprietà algebrica che dice che, cambiando l’ordine degli addendi o dei fattori, il risultato non cambia. Così è l’Ascoli. Pur ricorrendo a un largo turnover e alternando diversi giocatori, alla fine il risultato è stato sempre lo stesso: la vittoria.
Un successo, quello contro la Sampdoria, da far nascere “i calli” alle mani per i lunghi e fragorosi applausi degli oltre tredicimila tifosi presenti al Del Duca.
Si comincia al piccolo trotto, ma i bianconeri prendono subito in mano le redini del gioco. Un gioco che sembra macchinoso per quei passaggi fitti, brevi e ripetitivi, fatti però al… millimetro. Si gioca a una porta, ma non si riesce a concretizzare, anche perché Damiani e compagni “ricamano”, pensando più all’estetica che alla concretezza. Ma, sotto sotto, è un lavoro lento e continuo di demolizione dell’avversario.
Senza gol il primo tempo, ma nella ripresa cambia tutto. D’Uffizi si fa vedere con un paio di “piroette” e accende la partita. Scappa Brunori, esibendosi in uno scatto da fare invidia a un ragazzino della scuola calcio, e viene messo giù. È il classico cartellino arancione che l’arbitro non ha e quindi si prosegue.
Ma non importa, perché Brunori Sas, pardon, Matteo, danza in area e serve l’anguilla bianconera, ovvero Silipo, che con il suo “educato” sinistro sblocca il risultato.
In vantaggio, penso alla goleada come a Catanzaro. Invece, la Samp (da non confondere con la Samb) mette i brividi colpendo il palo. A questo punto viene applicata la regola, mai scritta, del calcio: gol mancato… gol subito. Corradini si esibisce in un «Pasinato day» e conclude a rete dopo aver galoppato per oltre 100 metri.
Ora si accendono i sogni di gloria per una posizione di classifica che nessuno, alla vigilia, avrebbe mai immaginato. Ma restiamo con i piedi per terra, godendoci il momento e queste belle partite.
























































