È partito il conto alla rovescia per le elezioni provinciali in programma domenica 15 marzo nelle Marche. La tornata interesserà quattro dei cinque enti provinciali della regione: Ascoli Piceno, Ancona, Macerata e Fermo. Resta invece fuori la Provincia di Pesaro e Urbino, dove il presidente Giuseppe Paolini è regolarmente in carica.

In provincia di Ascoli la sfida per la presidenza sarà tra il presidente uscente Sergio Loggi, sindaco di Monteprandone, e Fabio Salvi, sindaco di Venarotta. Il corpo elettorale sarà composto da 404 aventi diritto distribuiti in 32 Comuni, con l’esclusione di San Benedetto del Tronto perché commissariato.
Ad Ancona i candidati sono Daniele Carnevali, presidente uscente e sindaco di Polverigi, e Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano. In questo caso gli aventi diritto al voto sono 663, in rappresentanza di 47 Comuni.
In provincia di Macerata la corsa alla presidenza vede contrapposti Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, e Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno. Gli elettori saranno 696 in 54 Comuni, con Muccia esclusa in quanto commissariata.

La sede della Provincia di Ascoli
A Fermo, invece, si va verso l’elezione di Michele Ortenzi, presidente uscente e sindaco di Montegiorgio, unico candidato. Gli aventi diritto sono 470 in 38 Comuni, mentre restano esclusi Campofilone e Pedaso perché commissariati.
Si tratta di elezioni di secondo livello: a votare, dunque, non saranno i cittadini, ma esclusivamente i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei territori interessati. Le operazioni di voto si svolgeranno domenica dalle 8 alle 20 nei seggi allestiti nelle rispettive sedi provinciali.
Anche in questa tornata sarà applicato il sistema del voto ponderato, che attribuisce a ogni voto un peso diverso in base alla fascia demografica del Comune di appartenenza dell’elettore. In sostanza, il valore del voto cambia in rapporto alla popolazione del comune rappresentato.
Le fasce demografiche previste dal sistema elettorale sono quattro: la fascia A comprende i Comuni fino a 3.000 abitanti, la fascia B quelli tra 3.000 e 5.000, la fascia C i Comuni tra 5.000 e 10.000 abitanti e la fascia D quelli compresi tra 10.000 e 30.000 abitanti.
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