
(foto Pierluigi Giorgi)
di Salvatore Mastropietro
A pochi giorni dall’impresa di Arezzo, che ha riacceso definitivamente le speranze di promozione diretta e portato il Picchio a stabilire il record storico di vittorie consecutive — ora a quota sette — si torna a fare sul serio. Domani sera, sabato 4 aprile (ore 20:30), un “Del Duca” da tutto esaurito (al netto del sttore ospiti) ospita il primo degli ultimi quattro appuntamenti della stagione regolare: di fronte c’è la Vis Pesaro, un derby marchigiano che vale molto più dei tre punti in palio.

Stellone ai tempi dell’Ascoli
La squadra di Roberto Stellone è in piena zona playoff e non arriverà nel Piceno per fare da sparring partner: all’andata fermò il Picchio sul risultato di 1-1, disputando una gara coriacea che i bianconeri riuscirono a raddrizzare soltanto nella ripresa grazie al gol di Ndoj. I biancorossi pesaresi hanno ambizioni proprie, vogliono consolidare e possibilmente migliorare il proprio piazzamento, e non regaleranno nulla. Non sarà un impegno facile, ma l’Ascoli non può permettersi di inciampare.
I bianconeri scenderanno in campo già sapendo come sarà andata nel primo pomeriggio: alle 14:30, infatti, l’Arezzo sarà di scena sul campo della Sambenedettese, incrocio che — vista la storica rivalità tra le due tifoserie — desta sicuramente curiosità e attesa.

Tomei e i suoi collaboratori: Agostinone squalificato tre turni
Nella conferenza stampa pre partita mister Francesco Tomei ha messo in guardia i suoi dalle insidie del match. La squadra bianconera non può più nascondersi: «Non è una questione di nascondersi o meno. Abbiamo sempre cercato il massimo tramite il lavoro e l’essere focalizzati sul nostro percorso. Adesso si è aperta questa possibilità; i ragazzi sono stati bravi a potersela giocare e cercheremo di affrontare queste quattro partite al meglio».
Sulla forza mentale dimostrata dal gruppo: «Non è una questione di forza, è una questione di allenarsi in una certa maniera e di credere in quello che si fa. Il calcio è diabolico: un minuto prima potevamo perderla e un minuto dopo la vinci. Bisogna capire che la sconfitta e la vittoria fanno parte del calcio, ma tutto passa da come interpreti le cose. Noi interpretiamo le cose secondo quello che ci piace fare. La nostra identità non è superiore o migliore degli altri; è semplicemente la nostra identità. I ragazzi sono focalizzati su questo e sono contento che abbiano ricevuto un premio. Non dobbiamo fare drammi se si perde e non essere iper-esaltati perché si è vinto. Oggettivamente non abbiamo fatto nulla: ci siamo solo dati una speranza, e questa è già una bella cosa».
Sul cambio di passo negli scontri diretti: «Quando parliamo di percorso parliamo di questo: ci vuole tempo. La cosa che mi fa piacere è vedere i ragazzi crescere quotidianamente come uomini e giocatori. Per me la vera vittoria è il miglioramento, che in questi ragazzi è stato importante. Se tutto questo è possibile, il merito è esclusivamente loro perché sono i protagonisti».
Si parla anche del contributo di chi subentra dalla panchina: Corazza match-winner in due occasioni, Galuppini sempre pronto quando chiamato in causa. «Tra di loro si è creata un’alchimia importante basata sul rispetto. Anche chi subentra, come Rizzo che ha sostituito Nicoletti facendo un’ottima partita, o Corazza che entra un minuto e fa gol, certifica che questo è un gruppo sano».
Sulla squalifica di tre turni comminata al suo vice Agostinone: «Mi dispiace per Pino. Sono cose in cui si può incappare, è successo anche a me in modo più eclatante. Dobbiamo imparare dalle negatività a non ripetere gli errori; ora si godrà la tribuna come ho fatto io».

Nicoletti rientra dopo la squalifica (foto Pierluigi Giorgi)
Sul fronte squadra, si parla dello stato di salute del gruppo e del rientro di Nicoletti, ma anche di una Vis Pesaro che all’andata mise in seria difficoltà il Picchio: «Stanno tutti bene, Nicoletti rientra. La Vis Pesaro è una squadra forte con una sua identità. Sarà l’ennesima partita dura da affrontare e ci prepareremo al meglio. Le giornate sono meno e pesano di più, ma io sono sereno perché vedo i ragazzi consapevoli. Avere questa possibilità, quando tante giornate fa non ce n’era neanche l’ombra, è già un grande traguardo. Pensiamo solo alla Vis Pesaro: ogni partita nasconde insidie e serve massima umiltà. Domani sarà l’ennesimo esame».
Inevitabile una domanda sul piano personale: sette vittorie di fila sono un’impronta destinata a restare nella storia del club. «Senza ipocrisia fa piacere, ma il merito è dei ragazzi. Sono stato fortunato perché raramente capita un gruppo così bello; a volte dimentico di essere l’allenatore e scherzo con loro come un calciatore. Questo è permesso dal rispetto e dalla confidenza naturale. È giusto che vengano osannati loro. Ho ricordato in settimana che il calcio è veloce: non bisogna sentirsi troppo importanti perché c’è ancora una bella montagna da scalare».
Sulla sfida tra Samb e Arezzo che si giocherà nel pomeriggio: «Non so se la guarderò. Sapere un risultato può essere un vantaggio o uno svantaggio. La cosa migliore è riposarmi per essere lucido la sera e aiutare i ragazzi».
Un pensiero viene riservato anche ai tifosi, accorsi in massa anche ad Arezzo nonostante i biglietti contingentati: «Questo popolo ci sta dando tantissimo. La condivisione della gioia ad Arezzo è stata un bello spot per lo sport. Bisogna essere uniti sia nelle vittorie che nelle sconfitte».
Infine, una riflessione più ampia sul modello di gioco proposto dall’Ascoli e su quanto ci sia da cambiare culturalmente nel calcio italiano, a pochi giorni dalla sconfitta nel playoff contro la Bosnia che ha certificato la terza mancata qualificazione di fila ai Mondiali della Nazionale Italiana: «Il calcio è in continua evoluzione. Tutti dobbiamo fare qualcosa, dai settori giovanili ai genitori. L’ossessione del risultato e la critica feroce non vanno bene; questo è il “gioco” del calcio e i ragazzi devono divertirsi. È una palestra di vita dove bisogna imparare la cultura della sconfitta e della vittoria. Dobbiamo avere pazienza e non pretendere che ogni bambino diventi un campione. Il focus deve essere giocare ed essere protagonisti della partita. L’Italia è un popolo valido; dovremmo prendere esempio da sport come il tennis, l’atletica o la Formula 1, dove c’è fatica, lavoro e meritocrazia».
FORMAZIONE – Tomei ritrova Nicoletti, che riprende il proprio posto nella consueta linea difensiva a quattro completata da Alagna, Curado e Guiebre. In mediana Corradini è ancora leggermente avvantaggiato rispetto a Milanese al fianco di Damiani, così come Silipo su Galuppini sulla trequarti e Gori su Chakir come terminale offensivo. Il terzetto alle spalle della punta sarà completato da Rizzo Pinna e D’Uffizi.
LE PROBABILI FORMAZIONI
ASCOLI (4-2-3-1): Vitale; Alagna, Curado, Nicoletti, Guiebre; Corradini, Damiani; Silipo, Rizzo Pinna, D’Uffizi; Gori. Allenatore: Tomei
VIS PESARO (3-4-2-1): Pozzi; Di Renzo, Tonucci, Zoia; Durmush, Di Paola, Pucciarelli, Paganini; Machin, Giovannini; Nicastro. Allenatore: Stellone
Arbitro: Di Cicco di Lanciano (assistenti Cadirola di Milano e Nicosia di Saronno, quarto ufficiale Zoppi di Firenze, operatore FVS Bracaccini di Macerata)
Stadio: Del Duca, ore 20:30
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