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Post sisma, il ministro De Micheli:
«Interverremo sulla Salaria»
Fioravanti chiede aiuto:
«C’è bisogno di un’accelerazione»

ASCOLI - La rappresentante dei trasporti e delle infrastrutture interviene all'incontro dell'Anci: «La decisione sulla A14 in questo momento non è nelle mie mani. Il prossimo passo sarà commissariare 12 opere in tutta la nazione, tra cui la Statale 4». Al dibattito sul delicato tema della viabilità, nella sede della Provincia, oltre al primo cittadino presenti anche il presidente della Regione Ceriscioli e la vice Casini. L’ingegnere dell'Anas Soccodato fa il punto sui lavori. Lo sfogo del sindaco di Montefortino

di Andrea Pietrzela

Autostrada A14, Salaria, imprese e turismo: il tema della viabilità, duramente colpita dal sisma del 2016, è tuttora tra i più delicati ed urgenti, tant’è che Paola De Micheli, ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ha voluto recarsi in prima persona all’incontro organizzato dall’Anci nella sede della Provincia nella giornata di martedì 28 gennaio. «Conosco bene i problemi del terremoto, sono stata commissario per 13 mesi -dice-. Il ministero delle infrastrutture ha attivato un lavoro per studiare da subito tutte le soluzioni possibili compatibili con una qualità della viabilità. Le realizzazione, però, per ovvie ragioni non possono essere immediate». Poi si avvia nella Sala dei Presidenti: presenti le autorità regionali e provinciali, pronte a proporre idee all’attenzione del ministro, gli addetti ai lavori dell’Anas e i direttori di alcune fabbriche, portavoce in prima persona delle loro problematiche sul territorio.

Il ministro De Micheli all’incontro Anci

TEMATICHE – Tanti i temi toccati nelle due ore e mezza di interventi: dalla A14, in questi giorni praticamente quasi impercorribile, alla Salaria, luogo nevralgico per l’attraversamento del paese, fino alle imprese nella zona del cratere ed i relativi appalti, con il problema dell’apertura dei cantieri burocraticamente lenta ed economicamente spesso difficilmente sostenibile per i piccoli comuni.

A riassumere i lavori svolti finora e ad introdurre i prossimi, ci ha pensato il sindaco di Force e coordinatore Piccoli Comuni Anci Marche Augusto Curti: «Finora sono stati fatti oltre 1.000 sopralluoghi e sono state finanziate le priorità. Nella scala di livello di danno che va da 1 a 5, le priorità fino alla numero 3 sono state finanziate. Le priorità 4 e le 5 non ancora, ma i danni legati al sisma sono stati riconosciuti: l’incontro di oggi serve proprio per capire dove e come dare una risposta alla priorità di livello 4».

La sala della Provincia gremita

Il presidente della Provincia Sergio Fabiani fa gli onori di casa: prima ringrazia tutti per la presenza, poi fa recapitare degli splendidi fiori rossi al ministro, nella speranza che siano «di buon auspicio». Poi si passa alle cose “serie”. Il primo a prendere la parola è il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti: «La presenza del ministro è un’opportunità per riaccendere le luci su un territorio che, dopo tre anni e mezzo, ha ancora delle attese importanti. Abbiamo bisogno di accelerazioni per quanto riguarda il terremoto, per la ricostruzione delle scuole e per le infrastrutture. Come territorio colleghiamo quattro regioni e i due mari, chiediamo aiuto sulla A14, per chi studia o lavora fuori e per i turisti, dobbiamo riaprire il collegamento al nostro territorio e iniziare a mettere i mattoncini anche sulla terza corsia autostradale. Poi c’è la Salaria che ha bisogno di un intervento immediato: Roma, a 215 chilometri da qui, non può distare due ore e mezza».

Curti, Fabiani, Ceriscioli, De Micheli, Mangialardi e Fioravanti

Prende poi la parola il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: «Abbiamo già affrontato i temi del prolungamento della terza corsia, della Salaria, il problema del fallimento delle imprese, tra cui quelle di costruzione: ogni volta che accade questo si subisce un ritardo di mesi, se non anni. Ogni ritardo infrastrutturale diventa un problema per la nostra economia e per la nostra sicurezza. Dobbiamo capire come affrontare questi nodi senza perdere troppo tempo. Inoltre ci candideremo per ricevere i traffici in uscita dalla Brexit, per noi può essere una grande opportunità».

Dello stesso avviso anche la vice presidente Anna Casini: «Poco fa è uscita un’Ansa: la Regione Marche ha una crescita del Pil del 3%. Siamo la prima regione d’Italia, – tutta la sala applaude – malgrado il terremoto di quasi un anno e l’isolamento infrastrutturale in cui ci troviamo. Nel Piceno, in particolare, abbiamo l’esigenza di sbloccare la Salaria: alcuni tracciati sono identici a quelli costruiti dai romani. Il problema del fallimento di “Carena”, impresa blasonata e ben organizzata, ha determinato una stasi e per la sostituzione dell’impresa ci vorranno dei tempi enormi. Questo non succede solo qui, ma in tutto il cratere. Si potrebbe pensare ad una deroga e un commissario che si dedichi a queste opere, per avviare la ripartenza generale. Serve snellire le pratiche e velocizzare l’apertura dei cantieri: i processi che il codice degli appalti prevede, sono troppo lunghi».

Il sindaco di Force Curti

Maurizio Mangialardi, presidente Anci, sposta il mirino sull’aspetto burocratico: «Oggi abbiamo bisogno di un testo unico che raccolga le miriade di ordinanze che sono state fatte e dia risposte più dirette e adeguate. Al momento la A14 è imbarazzante per una regione come la nostra, che punta tantissimo nel turismo. Bisogna ridare lustro alle due corsie e alle gallerie che cadono, poi pensiamo alla terza. Bisogna collegare bene tutte le realtà più piccole, per rivitalizzare tutto il territorio».

Più concretamente, l’ingegnere Fulvio Soccodato, soggetto attuatore per il ripristino della viabilità post sisma, spiega il cronoprogramma di lavoro dell’Anas: «Sono stati creati piani per degli interventi che assorbono gli incidenti più lenti e gli incidenti più urgenti, poi c’è un terzo filone dedicato alla ricostruzione. In questa situazione però il confine tra l’emergenza e la ricostruzione diventa labile: abbiamo oltre 15.000 chilometri nel cratere, quattro regioni coinvolte. Il metodo è stato il seguente: nel 2016 abbiamo cercato di capire quali erano gli interventi più importanti e li abbiamo individuati in quelli di mobilità, per permettere a tutti, Protezione civile compresa, di potersi spostare nel più breve tempo possibile in tutta la zona del cratere. Sulla base dei punti da raggiungere, li abbiamo classificati con tre livelli in relazione a che cosa quella strada ci permette di raggiungere: prima le strade interregionali, poi le aree industriali e infine le aree comunali. Il programma 408 finora ha fatto oltre 2.200 sopralluoghi identificando oltre 2.000 criticità, cioè interventi necessari. Più della metà degli interventi è stata classificata tra i livelli 1 e 3 e sono stati realizzati».

Ceriscioli durante il suo intervento

Prima di lodare il lavoro svolto finora dall’Anas, il ministro De Micheli ha avuto modo di capire che difficoltà che stanno attraversando soprattutto i comuni più piccoli. Lo sfogo è stato del sindaco di Montefortino (poco più di 1000 abitanti, al confine tra le provincia di Fermo e quella di Ascoli) Domenico Ciaffaroni: «Le nostre infrastrutture non funzionano. In questa sala ho visto altri ministri, ma quello che non è cambiato è la lista della spesa. Prima la fa il presidente, poi la vicepresidente e così via. Sono d’accordo sulla Salaria, ma è inutile mettere tanta carne sul fuoco: so che la campagna elettorale è vicina, ma tranne il Porto di Ancona oggi abbiamo elencato tutte le altre località. Io voglio puntare l’attenzione sul terremoto, che è il vero problema della nostra regione. Dopo tre anni la costruzione deve ancora ripartire. Si sono succeduti tre commissari, di quanti altri ne avremo bisogno? Date ai sindaci le responsabilità, noi ce le assumiamo. Chiediamo solo questo, non possiamo essere ostaggi dell’Anas». Nelle sue parole, tutta la frustrazione dei piccoli paesi che il sisma del 2016 ha isolato ulteriormente.

Chiude l’incontro la De Micheli, cercando di rispondere a tutti e spiegando le sue idee con un intervento lungo e dettagliato. «Iniziamo dalle emergenze: la A14. C’erano mille modi per affrontare una questione che riguarda un concessionario, Autostrade per l’Italia, soggetto a procedura -spiega-. Io ho preso una decisione: ho messo delle persone al ministero per accompagnare e supportare il concessionario privato, che deve dialogare con la Procura, alla quale oggi verrà presentato anche un piano emergenziale per il viadotto del “Cerrano”. Il punto politico è il disordine e la sottovalutazione, il punto tecnico sono le decisioni che prendiamo ogni giorno. La decisione sulla A14, però, in questo momento non è nelle mie mani. Il prossimo passo sarà commissariare 12 opere in tutta la nazione: la Salaria sarà tra queste».

Il presidente Anci Marche Mangialardi

«Nelle prossime settimane, con alcune risorse che Anas ci metterà a disposizione, inizieremo a finanziare la quarta parte della ristrutturazione: la logica è di lavorare affinché ci siano le condizioni infrastrutturali per avere delle imprese nelle aree del terremoto -conclude il ministro-. Se non c’è il lavoro, anche la ricostruzione delle case poi diventa problematica. Per tutte le questioni infrastrutturali, avremo una o due persone che dialogheranno direttamente con i presidenti della Regione in modo tale che non si perdano nel mare del ministero e possano contattarci più frequentemente e direttamente. Per quanto riguarda l’Anas, il loro lavoro finora è stato stupefacente: ricordo i sopralluoghi sulle strade, oggi il primo piano di emergenza è stato realizzato al 97%. Prima della burocrazia, devono esserci condivisione e decisione: se ci sono questi due passaggi, la burocrazia diventa pura formalità e non può opporsi ad una decisione politica forte e condivisa. Io devo moltissimo a questa Regione: oggi ho un ruolo di grande responsabilità, voi sapete sia che potete contare su di me, sia dove trovarmi in caso vogliate rimproverarmi».


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