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Covid, il report di Cna:
«Persi quasi 8mila posti di lavoro»

DATI - Crollo nel mondo del commercio e strutture ricettive,12.066 occupati in meno tra i lavoratori autonomi
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Luigi Passaretti e Francesco Balloni, rispettivamente presidente e direttore della Cna del Piceno

 

Il Covid è costato alle Marche una perdita di 7.623 posti di lavoro, pari all’1,2 per cento dei 635.379 occupati.

E’ questo il calo registrato tra aprile e luglio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A pagare il conto del virus sono stati soprattutto gli uomini (-6.247) mentre le donne che hanno perso il lavoro sono state solo 1.376.

Ad affermarlo il Centro Studi Cna Marche, che ha elaborato i dati Istat.

Ma il dato che fa più riflettere è il dimezzamento delle persone in cerca di lavoro.

I disoccupati iscritti alle liste di collocamento, che nel secondo trimestre del 2020, hanno cercato un’occupazione, sono stati 31.033 rispetto ai 64.853 dell’anno precedente (-33.820 pari al 52,1 per cento).

Di conseguenza la forza lavoro marchigiana scende da 700.232 a 658.789 (-41.443). In aumento gli inattivi “scoraggiati”, ossia quelli che non cercano ma sarebbero disponibili a lavorare.

Stando a Cna, sono passati da 19.787 a 23.684 (+3.897). Alla fine della giostra il tasso di disoccupazione scende da 9,3 a un improbabile 4,7 per cento.

Ma per Cna «è solo una illusione ottica. Non sono diminuiti i disoccupati. Più semplicemente, chiusi in casa e scoraggiati dal Covid, con le aziende in lockdown, hanno rinunciato a cercare un lavoro e sono usciti dalle statistiche della forza lavoro».

Tra gli occupati marchigiani, mentre aumentano in agricoltura ( +3.643) e rimangono pressochè stabili nell’industria (1.152), crollano nel commercio, alberghi e ristoranti (-18.052).

Infine, mentre i dipendenti crescono di 4.442 unità, i lavoratori autonomi escono dal lockdown con 12.066 occupati in meno, pari al 7,4 per cento.

Rispetto alle altre regioni, le dinamiche marchigiane mostrano una notevole capacità di tenuta occupazionale: meglio delle Marche, difatti, fa solo l’Abruzzo (occupati: -0,6%) mentre regioni a forte presenza di micro e piccole imprese come Emilia Romagna e Veneto, registrano diminuzioni occupazionali ben più decise.

«Di fronte a questo scenario – afferma il segretario Cna Marche Otello Gregoriniservono incentivi all’occupazione e al reimpiego, rafforzamento e qualificazione delle competenze.

Occorre favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e va favorito l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, attraverso un costante monitoraggio, da parte della Regione, del mercato del lavoro.

Inoltre occorre consentire, a chi ha perso il lavoro di potersi riqualificare per trovare nuove occupazioni».


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