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Ascoli, il giorno di Sottil e Polito:
«Daremo l’anima, la squadra è malata,
bisogna incidere da subito»

SERIE B - Il nuovo allenatore: «La squadra va curata, ci sono le componenti per salvare la categoria, ma ci vogliono da subito fame e aggressività». Il ds Polito: «Ci metterò sempre la faccia, con me non c'è spazio per i procuratori. Mercato? Abbiamo le idee chiare, parlerò con i calciatori». TUTTE LE FOTO DELLA PRESENTAZIONE E DEL PRIMO ALLENAMENTO
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di Salvatore Mastropietro

Andrea Sottil è il terzo allenatore ingaggiato dall’Ascoli da poco più di tre mesi a questa parte. Il settimo addirittura a sedersi sulla panchina bianconera nel corso dell’anno solare 2020. Se non è un record poco ci manca. La società di Corso Vittorio, che lo scorso 30 novembre aveva deciso di affidarsi all’esperto Delio Rossi per sostituire la scommessa (persa) Valerio Bertotto, ha deciso di cambiare nuovamente in seguito alla sconfitta di Monza, la quinta su sei partite totali con l’ex Lazio e Palermo – tra le tante altre – come allenatore. Adesso toccherà ad Andrea Sottil il compito di risollevare le sorti di una squadra penultima in classifica e che continua a palesare da diverse settimane dei difetti a livello tecnico-tattico e mentale abbastanza evidenti.

Come ormai divenuto abitudine nel corso di questo 2020, Andrea Sottil, che sul finire della scorsa stagione ha guidato il Pescara verso la salvezza ottenuta ai playout contro il Perugia, si è presentato a stampa e tifosi dalla sede di Corso Vittorio Emanuele. Al suo fianco il direttore sportivo Ciro Polito, ingaggiato la scorsa settimana dopo la separazione con Giuseppe Bifulco. I due, che sono stati compagni di squadra da calciatori ai tempi del Catania, dovranno lavorare a stretto contatto sul campo e sul mercato nelle prossime settimane nella speranza che almeno questa volta la società bianconera ci abbia visto giusto.

A prendere la parola è stato subito il nuovo direttore sportivo Ciro Polito, che ha fatto un punto sull’attuale situazione: «Sono arrivato qui cinque giorni fa. Voglio ringraziare subito Delio Rossi per la professionalità che ci ha dedicato in questo piccolo lasso di tempo. Penso che sia stato giusto fare un cambio per dare una scossa a questa squadra. La scelta è ricaduta su mister Sottil, che conosco bene e con cui ho condiviso molte battaglie. Io promesse non ne faccio molte, ma dico solo che ci metteremo lavoro, dedizione e tempo per questa piazza gloriosa che merita rispetto».

La palla è passata poi al nuovo mister Andrea Sottil: «Ringrazio la proprietà ed il direttore Polito per la scelta fatta nell’affidarsi a me. Appena ho sentito il direttore al telefono non ho esitato. Questa è una piazza importante che purtroppo si trova in difficoltà. Non voglio fare tanti discorsi, ma sono qua perché credo nella fame che mi ha trasmesso il direttore e nell’organizzazione della società. Tutti qui hanno la volontà di uscire da questa situazione. Inoltre credo nella squadra, è sicuramente malata ma credo abbia tutti i mezzi per risalire la classifica. Come ho detto anche al presidente, sono abituato a lavorare a testa bassa per cominciare subito a fare punti».

A prendersi la scena è stato poi il direttore Polito, che è partito parlando della preparazione fisica della squadra, spesso additata come uno dei principali problemi di questo Ascoli: «Nel calcio quando una squadra va male la colpa viene data sempre alla preparazione fisica. Secondo me la squadra ha più un problema mentale che fisico. A Vicenza per esempio la squadra ha messo l’avversario nell’angolo, uscendo fuori nella ripresa. Voglio ricordare anche che questa stagione è particolare in cui c’è da lavorare in modo diverso giocando ogni tre giorni. Tutti hanno questa problematica, ma oggi il discorso da fare è della testa. Faccio un esempio: quando Bajic ha segnato a Cremona c’erano tre calciatori ad esultare, a Vicenza invece tutti»

Ciro Polito ha parlato poi del ruolo affidatogli dalla società e del mercato ormai imminente che dovrà curare in prima persona: «Io dal primo giorno ho detto a Pulcinelli: se faccio il direttore vengo per metterci la faccia in prima persona, sia con i tifosi sia per le altre cose. In passato ho sempre operato in massima autonomia prendendo in prima persona tutti i calciatori. Per questo Ascoli si è sempre detto che la rosa è stata costruita dai procuratori. Io ho detto al patron dal primo momento che questo con me non accadrà. Ho fatto il calciatore a livelli modesti, ma nello spogliatoio ho sempre avuto un ruolo importante, so cosa pensano i calciatori di un direttore. Io quando scelgo un calciatore sono abituato a parlagli direttamente, a fargli capire in prima persona cosa mi aspetto da loro. Senza questa credibilità non si può incidere. Stessa cosa per la scelta dell’allenatore, che io ritengo debba essere una scelta del direttore sportivo. Il binomio allenatore-direttore cammina insieme. Caserta è stato il mio allenatore per tre anni e non ha mai scelto un calciatore: io ho sempre avuto fiducia in lui e lui in me nella scelta del gruppo. Lo stesso discorso sarà per Sottil. Daremo l’anima per questa squadra. Ci sono 72 punti a disposizione e posso garantire che sarò un punto di riferimento fin quando avrò libertà».

Mister Andrea Sottil ha poi parlato della squadra a sua disposizione: «Conosco qualche giocatore perché abbiamo elementi importanti, altri li ho visionati in queste settimane guardando e analizzando partite. Ho un’idea, ma è chiaro che devo essere bravo nel non mettere troppe idee nuove. Già stamattina ho cominciato a lavorarci e penso che ho calciatori che mi possono dare diverse varianti tattiche a disposizione. Mercato? Il direttore ha parlato chiaro come sempre. Io e lui viaggiamo sulla nostra lunghezza d’onda. Sono molto concentrato sulle prossime tre partite e voglio solo pensare a quello che adesso ho a disposizione. Se sono venuto qui è perché credo che ci siano le componenti per risalire la classifica e salvare la categoria. Sono consapevole che ciò non sia facile, ma noi siamo abituati a lottare. La squadra si è messa a disposizione, ho chiesto ai ragazzi di mantenere a lungo l’entusiasmo di questo primo giorno. Dobbiamo affrontare una squadra forte come la Spal e sarà subito un bel test per vedere quel piglio e quella cattiveria agonistica che ci vuole. Prima dei moduli, della tattica, dei nomi io voglio parlare di fame e di lotta».

Il direttore Polito ha poi continuato sull’aspetto dello spogliatoio e sui temi di mercato: «Ho parlato con loro fin dal primo giorno. Sul mercato c’è già un’idea chiara. Se temo delle cessioni? Qui il presidente ha a libro paga tante persone e ci sono calciatori con stipendi importanti. Chi non sta con la testa qua andrà fuori. Qua c’è tutto per fare bene, non sto dormendo la notte per trovare calciatori adatti a noi. Tra gli svincolati c’è qualcosa che può tornarci utile, ma in quel caso c’è da valutare ancora di più l’aspetto mentale. Per giocare in questa categoria ci vuole mentalità, non ci sono grandi fenomeni ed è fondamentale quello che riesci a creare dentro».

Sottil si è poi soffermato sull’aspetto tattico e sulla condizione di alcuni singoli: «Non sono un’integralista, soprattutto quando si subentra. Questa squadra può giocare sia a quattro sia a tre in difesa, ma quello che mi interessa è dare subito un’identità chiara. Kragl, Sabiri e Saric? Sono giocatori importanti e non lo scopro certo io. Kragl è un giocatore di grande qualità, Sabiri non lo conoscevo ma deve imparare a fare delle cose e diventare più efficace. Saric può fare bene la mezz’ala e non solo. Qui vorrei arrivare a trasmettere più aggressività e reparti più stretti tra di loro. Problemi difensivi? Io sono stato un difensore, ma considero che la fase difensiva sia un problema collettivo. E’ la squadra che deve dare una certa solidità quando non si ha la palla. A me piace attaccare, ma per raggiungere gli obiettivi è fondamentale guardare la casella dei gol subìti».

L’Ascoli è una squadra con tanti stranieri provenienti da diversi campionati. Per Sottil la lingua può rappresentare un problema? «Sto cercando di accelerare con l’inglese, sicuramente può creare problemi. In cinque mesi aver capito un po’ di più l’italiano è un segno di essere coinvolti nell’ambiente. Vedo grande disponibilità da parte del gruppo perché c’è gente che riesce a tradurre velocemente, però sia io sia il direttore abbiamo detto ai calciatori di accelerare un po’ con la nostra lingua. Sia in campo che fuori riuscire a comunicare bene è fondamentale».

In chiusura Ciro Polito ha fatto il punto sulle situazioni contrattuali di alcuni singoli, da Buchel e Quaranta a Nikola Ninkovic passando anche per i rinnovi di Brosco e Cavion: «Quaranta era praticamente ai margini. Posso dire che di senso di appartenenza ne ha dimostrato tanto. Per adesso non si parla di mercato né per lui né per Marcel Buchel, che non è un play nato ma si sta adattando molto. Kragl? Si trova in una clinica a Bologna per velocizzare il processo di recupero, per noi è importantissimo e credo che a breve rientrerà a disposizione. Brosco e Cavion? Sono legati a questa piazza, i miei predecessori si sono già mossi verso di loro. Io parlerò di rinnovi a partire dal 4 gennaio, prima c’è da pensare alle partite. Ninkovic? Voi sapete bene com’è la situazione: stava ritornando a fine ottobre ed ha avuto un incidente gravissimo. Dovrebbe tornare il 15 gennaio con le dovute problematiche di quello che ha subito. E’ un calciatore dell’Ascoli e se ha la testa di stare qui lo valuteremo».

Ultime battute per direttore e allenatore, che hanno voluto fare gli auguri di Natale a tutto l’ambiente: «Purtroppo non sarà un Natale sereno per i nostri tifosi, che soffrono per questa situazione. Forse con gli stadi chiusi qui non tutti hanno capito come sono, compresi i calciatori. Speriamo che Babbo Natale possa portare qualcosa di buono anche ai nostri tifosi. Con questo maledetto virus sarà un Natale particolare, speriamo di regalare a tutti i tifosi una pronta ripartenza verso una strada importante».

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