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“Pennello” accessibile alle persone, spiaggia inaccessibile ai cani: criticità d’inizio stagione in Riviera

SAN BENEDETTO - Partita la lunga cavalcata balneare, la città non ha ancora sciolto il nodo dell’accoglienza “pet-friendly”. Continuano ad essere inosservate le direttive di sicurezza, impartite dalla Capitaneria, sulla scogliera in zona Albula
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di Marco Braccetti 

 

Partita ufficialmente la stagione balneare 2024. Sotto il sole del primo weekend di maggio, la spiaggia sambenedettese ha mostrato ancora qualche défaillances. Sicurezza e accoglienza sono gli aspetti su cui gravano lacune ormai ataviche. Analizziamo, in particolare, due aspetti. Il primo: la tanto attesa spiaggia libera attrezzata per i cani. Come detto, la stagione è ormai ufficialmente iniziata ma, pure sta volta, San Benedetto resta al palo sul fronte del turismo “pet-friendly”.

La scogliera sull’Albula

 

Il progetto di realizzare un arenile cinofilo attrezzato a nord del porto resta una chimera. E poche settimane fa, durante un confronto con le associazioni di categoria, l’amministrazione comunale aveva sensibilizzato i concessionari di spiaggia affinché sfruttino la possibilità (prevista dal 2019 ma, finora, praticamente inutilizzata) di realizzare, negli chalet, appositi spazi delimitati per accogliere cani. Un invito raccolto con una certa freddezza dagli addetti ai lavori che, tra l’altro, ultimamente sono frenati pure dalle nuove incertezze legate alla direttiva Bolkestein.

 

«I cani di piccola taglia non hanno problemi – puntualizza Giuseppe Ricci, titolare dello stabilimento Stella Marina, nonché presidente del sindacato Itb-Italia -. Molti chalet già li accolgono, purché restino sotto gli ombrelloni dei rispettivi padroni».

Prima domenica di maggio in spiaggia a San Benedetto

 

Discorso diverso per quelli più grandi. Gli spazi attrezzati previsti dal Comune servirebbero soprattutto per le taglie più importanti.

 

«Ma questi cani – argomenta ancora Ricci – non si materializzerebbero direttamente negli spazi loro dedicati, ci sarebbero comunque dei momenti di commistione nello chalet, magari con persone che preferiscono non avere cani intorno. Potrebbero lamentarsi anche gli ospiti degli ombrelloni più vicini a questi nuovi eventuali spazi. Penso poi che aree del genere sarebbero difficili da gestire, sia a livello d’igiene della sabbia che, più in generale, di sicurezza».

 

A proposito di sicurezza, ecco il secondo nodo, che ha un nome ben chiaro: Pennello sull’Albula. Parliamo della scogliera realizzata nel 2016 su cui già da tempo vige un divieto d’accesso, attualmente segnalato da una semplice cartellonistica. Proibizione che viene ignorata da troppe persone, soprattutto durante la bella stagione.

 

«D’estate – afferma Luca Buttafoco, presidente delle cooperative che curano il servizio di salvamento a mare – quegli scogli vengono spesso utilizzati per tuffarsi e la cosa è molto pericolosa. Certo, c’è un divieto di balneazione intorno al pennello. I nostri operatori ce la mettono tutta per farlo rispettare ma non è così facile».

 

Sono anni che il problema viene evidenziato, a più livelli. Nell’aprile del 2021, era intervenuta la Guardia costiera. Un atto ufficiale, firmato dall’allora comandante Marco Mancini metteva così nero su bianco.

 

«Il Comune di San Benedetto del Tronto, competente alla gestione del pubblico demanio marittimo ad uso turistico-ricreativo, su cui ricade il pennello – si leggeva nell’ordinanza – dovrà adottare ogni utile iniziativa anche mediante l’apposizione di idonea cartellonistica monitoria e ogni altro apprestamento fisico interdittivo ritenuto utile, a mare e a terra, per impedirne l’accesso. Quanto sopra non escludendo la programmazione di specifica attività di vigilanza da parte della locale polizia municipale».

 

Raccomandazioni che non hanno mai trovato applicazione pratica.

 

«Se non si assumeranno delle misure drastiche – rimarca Buttafoco – prima o poi in quel punto succederà qualcosa di drammatico. Prego di essere smentito, ma occorre che chi di dovere intervenga, magari erigendo delle cancellate fisse».


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