di Luca Capponi
“Ti sembra normale” è il titolo di un canzone di Max Gazzè, uscita una decina di anni fa. Ma non solo. Si tratta infatti delle stesse identiche parole che in molti si sono trovati a ripetere nell’ultimo periodo, commentando con amarezza quanto accaduto dopo tre giorni di pioggia. Il riferimento è chiaramente alla situazione venutasi a creare lungo le strade cittadine, e qui prendiamo come esempio Ascoli e San Benedetto, i due poli del Piceno. Perché se allargassimo il discorso anche al resto, includendo tutto l’interno, più che “Ti sembra normale” ci vorrebbe un’altra canzone, cioè “Cara catastrofe“, pezzone del 2010 cantato dal meno noto Vasco Brondi.

Buche a Monticelli
“Ti sembra normale” che già dopo le prime ore di precipitazioni, martedì, le strade di Monticelli, nel capoluogo ascolano, fossero ridotte ad una pericolosissima groviera fatta di buche e crateri? “Ti sembra normale” che la stessa cosa si sia andata espandendo, col passare delle ore, a quasi tutte le zone cittadine, da Porta Maggiore passando per la Piceno-Aprutina, letteralmente devastata, fino a Porta Romana? Stessa cosa in Riviera, dove le segnalazioni, come l’acqua scesa dall’alto, arrivano copiose.
La risposta, direbbe Bob Dylan, è nascosta nel vento. Anzi no, nella pioggia. Che manco fosse caduta con furia inumana, almeno da noi, grazie al cielo. No. Figurarsi cosa sarebbe accaduto con una nevicata abbondante o con una settimana di diluvio. Forse l’Apocalisse. E per fortuna che bramiamo l’acqua per contrastare siccità e crisi idrica. Poi però quando arriva…ecco il risultato.

La strada verso Lisciano
Forse, e sottolineiamo forse, sarà che le strade non fanno tendenza. Sarà che la manutenzione ordinaria, questa sconosciuta, non crea appeal sui social poiché (teoricamente) dovuta, e fa meno rumore di un progetto supersonico da sbandierare ai quattro venti o di una inaugurazione scintillante con cui riempire bacheche e stories. Amaramente, il sospetto viene.
Dunque, meglio rattoppare. Metterci una pezza alla bersagliera, sperando che il surriscaldamento globale…tenga lontane le piogge. Meglio i video sui social, che di consenso (anche qui, forse) ne portano di più di una strada malridotta. Tanto possiamo sempre rifarci alle mitiche gimkane di quando eravamo bambini per dribblare il pericolo e salvare scooter, automobili e…noi stessi. Povere strade, che di hype non ne creano.
Un ultimo esempio, prima di chiudere, è relativo alla strada che in pochi chilometri conduce da Ascoli a Lisciano. Per anni un tratto iniziale del percorso è rimasto off limits per una frana che, poi, è ovviamente andata peggiorando. Finalmente, qualche settimana fa, gli agognati lavori di ripristino. Alleluia. Indovinate un po’ cosa è recentemente accaduto nello stesso punto? Se non ci arrivate, guardate le foto.
Vi sembra normale?

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