Femminicidio Massicci, scontro in aula sulle condizioni mentali dell’imputato

PERITI e difesa divisi sulla capacità di intendere e volere di Massimo Malavolta: la Corte d'Assise di Macerata si riserva sulla richiesta di una nuova perizia
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Udienza cruciale quella che si è tenuta Macerata, nelle aule della Corte D’Assise, dove si sta svolgendo il processo per l’omicidio di Emanuela Massicci, uccisa il 19 dicembre 2024 a Castignano. Oggi, 9 aprile, il confronto tra accusa e difesa si è concentrato su un nodo decisivo: le condizioni psichiche dell’imputato, marito della vittima, Massimo Malavolta.

 

La Corte d’Assise di Macerata

Al centro del dibattimento le consulenze psichiatriche, che hanno offerto interpretazioni opposte del profilo dell’uomo. I periti nominati dalla Corte, il medico legale Pietro Alessandrini e il neuropsichiatra Alberto Testa, hanno confermato che l’imputato fosse pienamente capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Seppure evidenziando tratti aggressivi e antisociali, secondo i medici non risponde ad un quadro patologico. Certezza, per loro, confermata anche dal fatto che, tra il 2015 e il 2023, l’uomo non ha fatto ricorso a cure o ricoveri come sarebbe stato in caso di  malattia mentale cronica. Anche l’uso di cocaina, indicato come occasionale, non avrebbe inciso in modo significativo sulle capacità cognitive. I consulenti della Procura, Roberto Catanesi e Adriano Tagliabracci, hanno condiviso la perizia.

 

La difesa però, rappresentata dall’avvocata Saveria Tarquini, non si arrende e, forte della perizia dei consulenti di parte, Claudio Cacaci e Felice Carabellese, ha chiesto un nuovo accertamento.

 

La difesa sostiene infatti che un passato segnato da traumi infantili, unito all’uso di sostanze stupefacenti, abbia inciso profondamente sull’equilibrio psichico di Malavolta, compromettendone la capacità di intendere e di volere. Inoltre, verrebbero trascurate precedenti valutazioni mediche legate a episodi di violenza.

 

Alla luce di queste divergenze, la richiesta di una nuova perizia resta sul tavolo. La Corte si è riservata ogni decisione, rinviando la valutazione alle prossime fasi del processo. Intanto, il tema della capacità mentale dell’imputato si conferma centrale per l’esito del procedimento. Prossima udienza fissata per il 23 aprile.


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