
di Lino Manni
Romagna e Sangiovese, spettacolo e risultato. Nella balera del “Morgagni” l’Ascoli scende in pista come un maestro del liscio impartendo una lezione di gioco. La banda Casadei, pardon la banda Tomei, delizia il popolo bianconero accorso numeroso e anche quello forlivese, trovando la vittoria attraverso un possesso palla di qualità. In pratica si gioca ad una porta ma senza frenesia o ossessione di dover sbloccare subito il risultato.

Tutto avviene con naturalezza, attraverso il gioco, le trame, la tranquillità, il possesso palla costante e continuo. C’è il tempo di scaldarsi, in un pomeriggio a dir la verità caldo e sciupare qualche occasione. Ma chi se ne importa. Ci pensa D’Uffizi a fare…13 e a gettare le basi della nona vittoria consecutiva. Poi Guibre si concede il lusso di divorarsi una piadina allo squacquerone mentre Nicoletti rimedia il giallo da Di Loreto che non è di Loreto ma di Terni. Il riposo serve solo per fare un po’ di zapping televisivo.
I bianconeri tornano in campo più carichi che mai e in tre minuti creano tre occasioni da gol. Il terzo tentativo è concretizzato da Corradini. La partita, che non era mai cominciata, è già finita. Entrano in campo i due “risolutori” della partita con la Vis Pesaro ovvero Chakir e Milanese. Il Forlì, un avversario che fa tenerezza, cerca l’episodio per darsi una speranza. Si gioca la carta per un presunto fallo di mano in area di Nicoletti ma il responso televisivo è negativo.
Poi Silipo imita Guibre e si mangia una piadina, pardon, un gol. La pratica la chiude definitivamente Milanese che segna ancora da subentrato contribuendo alla nona sinfonia bianconera. Nove vittorie consecutive sono un vero e proprio record. Ma non è finita qui: ora non ci resta che aspettare i risultati dagli altri campi e magari… gufare.
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