Addio a Luciano Carosi, l’ultimo partigiano: custode della memoria e padre del Parco dei Sibillini

ASCOLI - Se n’è andato a 98 anni, pochi giorni prima del 25 aprile, la data che più di ogni altro ha incarnato. Una vita intensa, vissuta nel segno dei valori della democrazia, della pace e della partecipazione. L'amore per la montagna e l'impegno col Cai. Giovedì i funerali
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Il Piceno perde uno dei suoi volti più autentici e rappresentativi. È morto Luciano Carosi, patriota della Resistenza, figura centrale nella vita civile e ambientale del territorio. Aveva 98 anni. Se n’è andato a pochi giorni dal 25 aprile, la data che più di ogni altra ha incarnato per tutta la vita, lasciando un vuoto profondo nella memoria collettiva della città.

Luciano Carosi

 

Carosi era considerato l’ultimo partigiano ascolano. Poco più che ragazzo, durante l’occupazione nazista, sfidava i rischi della repressione sabotando i manifesti dei tedeschi. «Rischiavamo la pelle», aveva raccontato, testimoniando con lucidità e coraggio una stagione drammatica della storia italiana.

 

Negli anni non ha mai smesso di esserci: presenza costante alle celebrazioni del 25 aprile, punto di riferimento per le nuove generazioni, socio ad honorem dell’Anpi di Ascoli Piceno.

 

Una vita intensa, vissuta nel segno dei valori della democrazia, della pace e della partecipazione. Ma il suo impegno non si è fermato alla memoria storica. Carosi è stato anche uno dei protagonisti della nascita del Parco Nazionale dei Monti Sibillini negli anni ’90, contribuendo in modo determinante alla sua istituzione e allo sviluppo dei primi grandi progetti: dal Grande Anello alle Case del Parco, fino alla reintroduzione del cervo e del camoscio appenninico.

A San Marco

 

Per molti anni è stato inoltre presidente della sezione ascolana del Club Alpino Italiano, portando avanti con passione la cultura della montagna e della tutela ambientale. Con la sua scomparsa, Ascoli perde non solo un testimone diretto della Resistenza, ma un uomo che ha saputo trasformare i valori della libertà in impegno concreto per il territorio.

 

La camera ardente è stata allestita presso la sua abitazione, ad Ascoli Piceno, in via Loreto. Le esequie si terranno giovedì 16 aprile alle ore 15 presso il Santuario Madonna delle Grazie di Spinetoli. Dopo il rito religioso, la salma sarà tumulata nel civico cimitero. La famiglia, in primis le figlie Lucia e Amalia ed i nipoti,  ha chiesto di non inviare fiori, ma di destinare eventuali offerte all’AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie.

 

Lu. Ca.


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