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Finisce con i lacrimogeni
il corteo contro il Dpcm di Conte:
sfiorata la guerriglia urbana
(Foto e video)

ASCOLI -  Scene quasi da guerriglia urbana, decisamente fuori misura, quando il corteo, partito da Piazza Immacolata, è stato bloccato all'ingresso del ponte di Porta Maggiore. I manifestanti avrebbero voluto raggiungere il centro, peraltro già deserto da un'ora
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di Andrea Ferretti

Il corteo è partito da Piazza Immacolata. A comporlo duecento, forse trecento persone. Una metà gli organizzatori della manifestazione, per il resto commercianti e cittadini che si sono uniti e poi accodati dietro allo striscone “No al nuovo Dpcm” e ad alcune bandiere tricolori.

Prima di partire hanno preso la parola, armati di megafono, un paio di commercianti. Poi, dopo qualche epiteto lanciato verso il Governo Conte – la manifestazione era organizzata per dire “no” alla chiusura dei locali pubblici alle ore 18 – il corteo si è incamminato in via Benedetto Croce.

Per quanto riguarda la mascherina ce l’avevano proprio tutti. Per quanto riguarda il distanziamento ci sarebbe da discutere almeno per un paio di giorni.

Il tutto sotto l’occhio vigile di poliziotti, carabinieri e agenti della Municipale. Quando il corteo è giunto alla rotatoria della Stazione per raggiungere – questo era l’obiettivo – il centro della città, nel frattempo trasformatosi in deserto come avviene tutti i giorni dopo le 19 – la Polizia ha “sigillato” il ponte di Porta Maggiore all’ingresso sul versante delle Fontane Pilotti.

Poliziotti in assetto anti sommossa si sono piazzati all’imbocco del ponte, che è stato chiuso dai mezzi della Polizia posizionati di traverso. Il corteo è proseguito, dalla rotatoria verso il ponte, ma appena ha raggiunto l’incrocio con via Tranquilli, sono partiti lacrimogeni, sparati ad un’altezza che avrebbero potuto colpire una persona.

La situazione si è fatta incandescente e i manifestanti, in maniera pacifica ma non certo col sorriso in bocca si sono portati a ridosso del cordone dei polizotti, soprattutto per chiedere il motivo di tale atteggiamento. Ne è nato un batti e ribatti e poi una serie di parole e cori sui quali sorvoliamo.

Nel corteo c’erano anche diverse donne e anche qualche ragazzino. La tensione è cresciuta e la situazione non è degenerata fortunatamente per poco. Nel frattempo altre pattuglie di Polizia e Carabinieri erano appostate dopo il ponte, in Piazza Matteotti. Ma lì non c’è arrivato nessuno perchè il ponte è diventato, come da definizione medievale, mai azzeccata come stavolta, “terra di nessuno”.

Il buon senso, che ad un certo punto della serata sembrava fosse finito sotto i piedi, alla fine ha prevalso.

Non ci sono stati feriti, fermi o arresti, ma è anche vero che la Polizia nei prossimi giorni avrà il suo bel da fare nel rivedere le immagini che sono state registrate dalle loro videocamere, come sempre accade quando c’è una manifestazione pubblica.

Agli slogan contro il Governo, a quel punto se ne sono aggiunti diversi contro la Polizia.

Tutto questo accadeva mentre la città chiudeva i battenti e gli ascolani erano a casa, costretti da questa anteprima di lockdown. Quello vero, quando e se arriverà, probabilmente metterà tutti d’accordo. Meglio.

 



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