Covid, maltempo e scioperi:
camionisti sul piede di guerra
e dossier al premier Conte

ASCOLI - Il segretario nazionale della Pmia Roberto Galanti torna a denunciare i problemi della categoria: «Mandiamo avanti l'Italia, ma nessuno ci ascolta»
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di Renato Pierantozzi

Prima i disagi legati alla pandemia (leggi l’articolo) con la chiusura dei punti ristoro (ad eccezione degli autogrill), poi le prime avvisaglie del maltempo (specialmente al Nord con mezzi pesanti fermi per ore nelle autostrade in tilt, ndr) e ora all’orizzonte c’è lo sciopero dei benzinai previsto dal 14 al 16 dicembre.

Non c’è pace per la categoria dei camionisti che hanno sempre garantito rifornimenti alimentari e non anche durante i vari lockdown.

Roberto Galanti

E così le associazioni di categoria delle imprese dell’autotrasporto, tra cui la Pmia, iniziamo ad alzare la voce. Il segretario nazionale, l’ascolano Roberto Galanti sta preparando un dossier-lettera aperta al premier Giuseppe Conte.

«Siamo solidali con le categorie in difficoltà -dice Galanti riferendosi ai benzinai- ma il trasporto si muove con il gasolio e in questo momento non è il caso di farlo fermare visto che ormai ci resta solo la speranza con tanti camionisti colpiti dal virus

Stiamo predisponendo una lettera a Conte per  denunciare la situazione del settore con l’ultimo caso legato alla neve con i piani che si fanno molto tempo prima e che non sempre ci si azzecca con le previsioni. C’è fermento nella categoria, ma cerchiamo come sempre di mandare avanti la barca e l’Italia intera».

Resta aperto il caso dei punti ristoro chiusi dopo le proposte lanciate dalla stessa Pmia per garantire almeno una rete di esercizi aperti come nel caso della Francia.

«E’ stato creato un gruppo social tra i camionisti -rivela Galanti- per scambiarsi le informazioni sui trattorie e ristoranti (leggi l’articolo) aperti per i camionisti lungo la rete al di fuori delle autostrade visto che le soste per i riposi sono tassativi e parcheggiare un mezzo pesante non è sempre possibile dappertutto.
Ora inizia il periodo più difficile, il più pericoloso più di tutto il resto dell’anno perché dobbiamo fare i conti con neve e ghiaccio, anche di notte, sulle strade ed autostrade italiane.
Tenere in strada un mezzo lungo 18 metri con 300 quintali di peso che ti spingono dietro alle spalle, quando a terra sul asfalto hai neve o ghiaccio non è un impresa semplice.
Perciò più di prima di imprecare contro, rispettiamoli e soprattutto, se abbiamo la possibilità, cerchiamo di farli frenare il meno possibile. Facciamo una frenata in più noi con la macchina anziché farla fare a loro. Durante le ore di brutto tempo -conclude- abbiamo assistito all’ennesima incapacità di prevenzione vera, gestione e, a mio avviso, mancata programmazione con i trattori agricoli in autostrada per spalare la neve».

 


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