Vezzano riparte: via libera a demolizioni e opere contro il rischio idrogeologico

ARQUATA DEL TRONTO - Doppia approvazione per la frazione dell'entroterra piceno: sicurezza, sottoservizi e ricostruzione al centro degli interventi
...

 

Passo decisivo per il futuro di Vezzano, frazione di Arquata del Tronto, dove l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha approvato l’aggiornamento del Documento di Indirizzo alla Progettazione (Dip) relativo alle opere di mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico.

 

Una veduta di Arquata

Si tratta di un via libera fondamentale che consente l’avvio della fase progettuale e, successivamente, dei lavori. Il nuovo documento fotografa una situazione tecnica più complessa rispetto al passato: le verifiche idrauliche hanno infatti confermato la vulnerabilità dell’area, aggravata da deformazioni del manto stradale e da episodi di tracimazione che evidenziano l’inadeguatezza dell’attuale sistema di sicurezza.

 

L’intervento prevede la realizzazione di una barriera idraulica, accompagnata da opere di riprofilatura del terreno, consolidamento dei dissesti e adeguamento della viabilità interferente. Si tratta di un’operazione integrata e strategica per la messa in sicurezza dell’intero abitato.

 

Accanto a queste opere, il Dip introduce anche un capitolo dedicato alle demolizioni propedeutiche: alcuni edifici gravemente danneggiati dal sisma, situati nelle aree interessate dal cantiere, dovranno essere rimossi. Si tratta di aggregati già individuati nei Piani urbanistici attuativi, la cui permanenza risulta incompatibile con le nuove esigenze progettuali e con la realizzazione degli interventi.

 

L’importo attualmente finanziato per le opere di mitigazione è pari a 1.058.264 euro, anche se la nuova configurazione progettuale ha evidenziato un fabbisogno complessivo stimato intorno a 1,95 milioni. La definizione puntuale dei costi sarà affidata al progetto di fattibilità tecnico-economica.

 

Parallelamente, l’Usr ha approvato un secondo Dip, del valore di 4.160.000 euro, relativo alla realizzazione dei sottoservizi e delle opere accessorie della frazione. Un passaggio che completa il quadro tecnico e operativo necessario alla ricostruzione.

 

«In un contesto complesso come quello di Vezzano, la sequenza degli interventi non è solo logica ma necessaria: prima le demolizioni, poi le opere di mitigazione, quindi l’urbanizzazione e il rifacimento dei sottoservizi, infine la ricostruzione pubblica e privata – ha spiegato il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli –. È una catena obbligata per riportare sicurezza, funzionalità e abitabilità in una frazione che presenta criticità idrauliche, infrastrutturali e morfologiche».

 

Castelli ha inoltre sottolineato come si tratti di «uno snodo amministrativo essenziale» per avviare un’opera urgente non solo per la ricostruzione, ma per la sicurezza stessa della frazione, definendo questi interventi una «condizione abilitante» per il ritorno della popolazione e il ripristino della piena funzionalità urbana.

 

Sulla stessa linea il sindaco Michele Franchi, che ha evidenziato l’importanza di accelerare il processo di rinascita: «È una frazione che speriamo di vedere ricostruita al più presto. È un borgo unico e affascinante, con un grande potenziale. È fondamentale che anche i vezzanesi partecipino attivamente alla ricostruzione, portando avanti la realizzazione degli aggregati già avviati o ancora da avviare».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X