
L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli Piceno
Una settimana dedicata alla prevenzione e alla salute delle donne che, nelle Marche, si traduce in un’offerta ampia e articolata. Ma non ovunque. Nel Piceno, infatti, l’iniziativa dei Bollini Rosa, in una realtà che negli anni ne ha ricevuti molti proprio per l’attenzione rivolta alla prevenzione delle patologie femminili, rischia di trasformarsi in un caso emblematico di occasione mancata.

Uno dei “Bollini Rosa” ricevuti dagli ospedali piceni
Dal 22 al 29 aprile, in tutta la regione, gli ospedali aderenti all’Open Week promossa da Fondazione Onda mettono a disposizione visite gratuite, screening diagnostici, esami strumentali e incontri informativi. In molte realtà si va dalle prestazioni senologiche ai controlli cardiologici, dagli screening per l’osteoporosi ai pap test, fino a colloqui con nutrizionisti, psicologi e specialisti di diverse discipline. Non mancano neppure consulenze su menopausa, gravidanza, salute mentale e stili di vita, con prenotazioni distribuite su più giorni, fasce orarie ampie e canali diversificati, tra telefono, email e messaggistica (qui l’offerta completa di tutti gli ospedali delle Marche).

Il direttore degli ospedali del Piceno, Giancarlo Viviani, al Ministero della Salute per ritirare il prestigioso riconoscimento nel 2023
Uno scenario ben diverso da quello registrato all’Ast Picena, dove l’offerta appare decisamente ridotta: un solo esame disponibile, per appena 80 posti complessivi da consumarsi – grazie alla buona volontà e disponibilità del personale – nell’arco della sola mattinata del 27 aprile.
L’offerta riguarda lo screening dell’aorta addominale, esame prezioso perchè meno frequente nel panorama della prevenzione delle donne eppure estremamente importante soprattutto in caso di potenziale ereditarietà.
A rendere la situazione ancora più paradossale, le modalità di prenotazione: una sola linea telefonica attiva esclusivamente nella giornata di oggi, 21 aprile, dalle ore 12 alle 14.
Un sistema che ha mostrato subito tutti i suoi limiti. Un’utente racconta di aver iniziato a chiamare puntualmente a mezzogiorno, trovando però la linea costantemente occupata per oltre un’ora. Solo poco dopo le 13 è riuscita finalmente a prendere la linea, ricevendo però una risposta scoraggiante: posti già esauriti.
Una dinamica che solleva più di un interrogativo: come è stato possibile esaurire 80 prenotazioni con una linea sempre occupata? Il dubbio, inevitabile, è che una parte dei nominativi fosse già stata inserita in elenco in precedenza.
Il confronto con le altre realtà regionali è inevitabile e mette ancora più in evidenza le criticità del sistema adottato nel Piceno. Nelle altre Ast marchigiane, infatti, le prenotazioni sono state organizzate su più giorni e con fasce orarie più ampie, utilizzando anche canali alternativi come email e numeri di cellulare per l’invio di messaggi.
Strumenti che, oltre a facilitare l’accesso, permettono di registrare le richieste, garantendo maggiore trasparenza e una gestione più ordinata delle priorità.
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