
La squadra sotto la curva al termine di Ascoli-Potenza (foto Pierluigi Giorgi)
di Salvatore Mastropietro
La vittoria di misura sul Potenza con il gol di Chakir ha aperto all’Ascoli la strada della Final Four. Una strada che conduce direttamente a una semifinale contro il Catania dal profumo di ben altre categorie.
Il primo atto è in programma domenica alle 20 al Del Duca, con il ritorno fissato mercoledì 27 alle 21 al “Massimino” di Catania. L’ultimo precedente in terra picena tra le due squadre risale al 3 dicembre 2006, in Serie A: 2-2 con doppietta di Bjelanovic per i bianconeri e reti di Stovini e Spinesi per i rossoazzurri. Da allora le strade si sono separate in modo drastico: due anni lontano dalla Serie B per l’Ascoli, addirittura undici per il Catania. Adesso entrambe vogliono tornare tra i cadetti e la strada passa anche da questo doppio confronto.

Francesco Forte: contro la Torres ad aprile 2025 l’ultima rete in bianconero (foto Ascoli Calcio)
Dopo aver superato un Potenza insidioso ma comunque meno attrezzato, stavolta arriva quella che sulla carta è una delle principali corazzate della categoria. I numeri parlano chiaro: il monte ingaggi della società sicula, di proprietà italo-australiana di Rosario Pelligra, è quasi il triplo rispetto a quello bianconero, 14,2 milioni contro 5,5, ben superiore anche a quello dell’Arezzo che ha vinto il girone B. Investimenti importanti che sul campo hanno però fruttato solo fino a un certo punto, soprattutto nella seconda metà di stagione: dei 70 punti complessivi, ben 41 sono arrivati nel girone d’andata e solo 29 nel ritorno, a differenza del Picchio che dal giro di boa in avanti ha cambiato marcia. Sono 54 i gol segnati – sesto attacco del girone, alla pari del Potenza – mentre il dato difensivo è più rassicurante: solo 25 reti subite, due in più dell’Ascoli. Proprio la solidità difensiva è il punto di forza dei rossoazzurri, anche se ha mostrato qualche piccola crepa nell’ultimo periodo, come il 3-3 nella gara di ritorno contro il Lecco.
A guidare il Catania c’è Domenico Toscano, tecnico di grande esperienza e unico allenatore nella storia del calcio italiano ad aver vinto cinque campionati di Serie C. L’ultimo, nel 2024, con il Cesena insieme a un bianconero come Simone Corazza. La sua stagione con il Catania non è stata lineare: esonerato il 16 marzo e sostituito temporaneamente da William Viali – vecchia conoscenza del Picchio – è stato richiamato il 15 aprile proprio in vista dei playoff.
Il fattore “Massimino” è un elemento da tenere a mente in proiezione ritorno: ben 44 dei 70 punti stagionali sono arrivati tra le mura amiche in uno stadio che vanta una media di quasi 17.000 spettatori a partita (sfiorati i 20.000 nella gara playoff con il Lecco). Ma prima viene il Del Duca e i rossoazzurri arriveranno in Piceno consapevoli di dover cercare un risultato utile da portare in Sicilia, soprattutto per tentare di spezzare un digiuno di vittorie che dura da sei partite ufficiali consecutive.

Di Tacchio nell’ultima esperienza in bianconero culminata con la retrocessione in C (foto Ascoli Calcio)
Tatticamente il Catania si schiera prevalentemente con un 3-4-2-1. Due gli ex bianconeri nell’undici tipo: Di Tacchio in mediana e Forte in avanti. Sulle corsie laterali la qualità e l’esperienza di Casasola e Donnarumma, mentre sulla trequarti agiscono elementi di fantasia come Cicerelli — capocannoniere del girone B con la Ternana nella scorsa stagione ed ex compagno di Corradini e Damiani — Bruzzaniti, acquistato a gennaio dal Pineto per quasi mezzo milione di euro, D’Ausilio e Jimenez. Pronto a subentrare dalla panchina anche Salvatore Caturano, un gol in 14 presenze con l’Ascoli nella stagione 2015-16 in Serie B e quasi 150 reti in carriera in terza serie: un altro ex da non sottovalutare.
In generale è una squadra che sa agire bene in blocco basso e sfruttare le ripartenze con la qualità dei propri elementi offensivi. Domenica al Del Duca, con l’obiettivo di indirizzare subito il doppio confronto in vista del ritorno con il vantaggio del secondo atto in casa, il Catania proverà ad essere protagonista fin dal fischio d’inizio e a togliere al Picchio soprattutto dribbling e velocità negli ultimi trenta metri.
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