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4 giugno 1968:
52 anni fa Costantino Rozzi
diventò presidente dell’Ascoli

CALCIO - Una data storica per il calcio ascolano. «Resto un solo anno» disse accettando la carica, ma invece ha guidato la società per 26 anni, fino alla morte. Il più amato degli ascolani
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di Bruno Ferretti

“In seguito alle dimissioni presentate dai componenti il Consiglio di Presidenza dell’Associazione nella riunione del 28/5/1968, oggi giorno quattro del mese di giugno dell’anno millenovecentosessantotto si è riunito presso la Sede Sociale, sotto la Presidenza del Dr. Leone Cicchi…”

Inizia così il verbale dell’assemblea dei soci della “Del Duca Ascoli”, datato 4 giugno 1968, e firmato dal presidente uscente Leone Cicchi e dal segretario Antonio Orlini.

Sono trascorsi esattamente 52 anni da quel giorno in cui, con l’avvento di Costantino Rozzi alla presidenza, cambiò la storia del calcio ascolano. Coinvolto da alcuni amici, il giovane geometra Costantino accettò di entrare in un mondo che non conosceva. Lo fece per rispettare la volontà degli amici e anche per spirito di servizio, ma con parecchie remore.

«Resterò solo un anno poi passerò la mano a qualche altro» disse Rozzi subito dopo l’investitura. Niente affatto. Costantino restò alla guida del sodalizio calcistico per ben 26 anni fino alla scomparsa del 18 dicembre 1994. Si lasciò coinvolgere in maniera totale diventando il “presidentissimo”. Un uomo simbolo per i tifosi dell’Ascoli di varie generazioni che lo hanno apprezzato e amato come nessun altro.

Costantino ha fatto la storia dell’Ascoli portandolo dalla C alla Serie A e regalando un sogno alla città che è durato un quarto di secolo. Sotto al sua presidenza l’Ascoli ha disputato 14 campionati del massimo livello, ha vinto una Mitropa Cup nel 1986 e ha partecipato a 2 edizioni consecutive della Coppa Anglo-Italiana fino a disputare la finalissima contro il Notts County nel mitico stadio londinese di Wembley (2-1 per i britannici).

Ma, risultati a parte, Ascoli e gli ascolani restano grati al “presidentissimo” per averli condotti nei più alti livelli del calcio nazionale. Un risultato di assoluto prestigio per una piccola città di provincia come Ascoli, ricca di storia millenaria ma assai poco conosciuta nel panorama nazionale. Grazie ai grandi risultati della squadra di calcio, invece, Ascoli di fece conoscere e rispettare da tutti.

Costantino Rozzi resta un’icona per quanto ha fatto non solo a livello calcistico ma anche imprenditoriale e sociale. Ha amato come pochi la sua città lasciando un segno tangibile che il tempo non potrà cancellare. Anche i tifosi più giovani, quelli che non hanno potuto conoscerlo, hanno sentito parlare di lui e gli vogliono bene come fosse uno di famiglia. Costantino, morendo, è passato dalla storia alla leggenda di una comunità che continuerà a vivere nel suo indimenticabile ricordo.


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