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L’Ascoli e le polemiche post Reggiana: nel mirino la società, le critiche non risparmiano Castori

SERIE B - Le tre gare in otto giorni, di cui due al "Del Duca", non sono servite per cambiare rotta in casa bianconera nonostante i quattro risultati utili consecutivi (sottolineati dal tecnico marchigiano). La quasi totale mancanza di pericolosità offensiva è ormai lampante, ma continuano a latitare soluzioni alternative. Nel frattempo gli Ultras si fanno sentire con la proprietà e la dirigenza. Intanto la squadra osserverà due giorni di riposo: riprenderà mercoledì la preparazione in vista della Sampdoria
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di Salvatore Mastropietro

 

Il trittico di tre gare in otto giorni Feralpisalò-Brescia-Reggiana, di cui le ultime due affrontate sul terreno del “Del Duca”, che avrebbe potuto dare un altro volto al campionato dell’Ascoli è ormai alle spalle. La situazione dei bianconeri è rimasta praticamente invariata: il vantaggio sulla retrocessione diretta è di un solo punto, mentre sono ben cinque le lunghezze che separano il Picchio dalla salvezza diretta.

 

Sebbene mister Castori provi comunque a guardare il lato positivo, all’indomani dello scialbo pareggio casalingo contro gli emiliani il pessimismo nell’ambiente bianconero è piuttosto diffuso. Le critiche non risparmiano nessuno, dalla società all’allenatore passando per la dirigenza ed i calciatori.

 

Lo striscione esposto dagli Ultras

Nella serata di ieri il popolare gruppo organizzato degli “Ultras 1898” ha diffuso un messaggio sui propri canali social: «Siamo stufi di questa società inadeguata! Assenti allo stadio, assenti in conferenza stampa e in città, trincerati dietro prestanome costretti a portare la croce per i propri padrini. Distanti anni luce dai tifosi che si rovinano le domeniche cercando di trovare una soluzione alla situazione, mentre invece ufficialmente non si conoscono mosse e valutazioni del caso. Vorremmo avere torto ma l’ impressione è quella di una inconsistenza di fondo e di chi rifugge dalle proprie responsabilità. Tranquilli, mettetevi l’anima in pace: da noi non sarete assolti!».

 

Dalla società, per ora, nessuna replica alla nota che fa il paio con lo striscione apparso ieri in Curva Nord: «Alzate il volume, dobbiamo contestarvi». L’ironico riferimento è alla decisione della società di aumentare il livello del volume in presenza di cori di contestazione (soprattutto nei confronti dell’ex arbitro De Santis) nel prepartita.

 

Fabrizio Castori e Alessandro Nesta prima di Ascoli-Reggiana (foto Ascoli Calcio)

Tornando ai discorsi di campo, invece, il clima non è diverso. La svolta tanto attesa a livello di risultati non è arrivata e, dunque, nel mirino ci è finito anche l’allenatore (media punti di 1,07 a partita da quando è arrivato in panchina). In generale, se da un lato il rendimento difensivo – al netto di errori dei singoli che possono costare molto – è migliorato, dall’altra non si sono trovati rimedi né soluzioni alternative alla quasi totale mancanza di pericolosità offensiva. Per vincere bisogna fare gol e da qui non si scappa. Se è vero che il livello di qualità della rosa pare essere stato tutt’altro che migliorato con il calciomercato invernale, è anche vero che l’improvvisazione e la casualità a cui spesso sembra affidarsi l’Ascoli in fase di possesso devono necessariamente essere corretti.

 

Inoltre, ad aver fatto storcere il naso a molti sono alcune scelte del tecnico, su tutte la terza esclusione nelle ultime quattro partite di capitan Eric Fernando Botteghin, considerato una garanzia a livello tecnico e umano come dimostrano i due anni e mezzo trascorsi con la maglia bianconera.

 

Giannitti, rientrato ieri dopo il periodo di inibizione (foto Ascoli Calcio)

Infine, ad oltre un mese dalla chiusura del calciomercato comincia ad essere nutrito qualche dubbio anche sull’operato del direttore sportivo Marco Giannitti. L’unico reparto in cui l’Ascoli appare migliorato è quello difensivo: Vaisanen e Mantovani, del resto, sono rinforzi di categoria e di spessore. Per il resto né in mezzo al campo né in avanti (in attesa di vedere all’opera con continuità elementi potenzialmente promettenti come Duris, un nazionale slovacco con buoni numeri all’attivo) sembra per ora essersi alzato il tasso di qualità e di pericolosità a disposizione.

 

Polemiche a parte, l’attenzione ritornerà sui discorsi sul campo a partire da mercoledì, quando si inizierà a preparare il posticipo di lunedì (ore 20,30) in casa della Sampdoria. Due giorni di riposo, dunque, che devono servire per ricaricare le pile e per tornare a focalizzarsi su un obiettivo da raggiungere senza se e senza ma. Nonostante tutte le difficoltà, c’è addirittura il tempo per guardare alla salvezza diretta e non soltanto ad un piazzamento nei playout. Serve però una sterzata: gli 0-0 e gli 1-1, ormai, non bastano più.


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1 commento

  1. 1
    Simone Dalle Crode il 5 Marzo 2024 alle 22:23

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