
Uno dei gruppi premiati
di Walter Luzi
Al Carnevale vince la Standa. Le due “signorine”, come si chiamavano le commesse del primo moderno centro commerciale cittadino, vincono nella propria categoria, “Omnia Bona”, e, poi, anche il titolo assoluto.

Antonella Regnicoli, Grazia Giovannozzi e Samanta Guerrieri
Standa intesa, e unanimemente apprezzata, come cuore e memoria della città. Importanti. Al di là della comicità che, come in questo caso, può anche diventare secondaria, e delle risate facili. Perché anche lo spensierato e irriverente Carnevale ascolano non dimentica mai le proprie radici e le proprie icone, né i tanti amici, e maestri, di ogni epoca, che ne hanno saputo scrivere la lunga storia. Miti del passato, lontani, ma anche recenti, che hanno lasciato il segno, nella manifestazione, e nei cuori di chi resta.
Uomini che il Carnevale ascolano sa, ogni volta, ricordare. E, ogni volta, con la stessa, sincera, malcelata, commozione. È in questo clima, fatto non solo di maschere, battute, sfrontatezza e goliardia, che crescono, oggi, i giovani e giovanissimi eredi del Carnevale di domani. Il vecchio Filarmonici, strapieno in ogni ordine di posti, ne ribolle alle premiazioni ufficiali dell’edizione 2026 appena conclusa.

Roberto Paoletti con Antonella e Marco Regnicoli
Una piccola bolgia di entusiasta, rumorosa e beata innocenza, da un anno di età in su. Ci sono gli scolari di tutte le scuole primarie in nomination, con insegnanti e parentele al seguito. Riconoscimenti per tutti, ovviamente. Con il piccolo Napoleone, Adriano Santori, più votato sul web nel concorso fotografico indetto da Kids & Us e il piccolo monello di Chaplin, Daniel, che si aggiudica il primo “Fanfullino d’oro”. Versione, riservata alle maschere junior più particolari, del Premio Tonino “Fanfulla”, giunto alla sua terza edizione, e assegnato a Chiara Ritrecina.
Primo momento di una serie di emozionanti amarcord della serata. Come quello dedicato a Giangiacomo Lattanzi. È il fratello Giorgio a consegnare a Luigia Rossi Brunori il premio speciale intitolato alla sua memoria. Lei è quella che è “nu libbre apierte”. Maschera garbata, spontanea, ben studiata e realizzata per veicolare spettacolarmente vecchi detti in vernacolo ascolano.

La premiazione del “monello”
Fra le menzioni speciali spiccano quelle ad una piccola comitiva abruzzese di Pineto, per il terzo anno ad animare il carnevale in piazza ascolano, e al già decorato con “Mascherina d’oro” Umberto Parissi. Anche i canali Social altamente attivi per questa edizione. Su Facebook e Instagram la foto di Alessio Bellabarba è risultata la più votata. Merito anche dei soggetti, la deliziosa famigliola del fritto misto ascolano. Su whatsapp invece ha trionfato l’allegra combriccola di “Dò ieme massera”.
Su tutte le proclamazioni l’occhio vigile e severo dello studio notarile Allevi, garante della regolarità delle votazioni e dei relativi conteggi dei voti. A proposito. I quindici componenti la giuria, suddivisi in cinque microgiurie, una per ogni criterio di giudizio (ascolanità, comicità, coinvolgimento, costumi e originalità) sono stati coordinati dalla presidentessa, ormai da tre anni, Barbara Tomassini.

Marco Olori
Antonella Regnicoli e Stefano Traini tengono saldamente in mano la conduzione con le frequenti incursioni di Re Carnevale, alias Roberto Paoletti. Il nuovo costume di quest’ultimo, come quelli delle maschere storiche Lu sfrigne (Roberto Lauretani) e Buonumor Favorito (Amedeo Lanciotti) sono opera di Graziano Giordani, universalmente meglio conosciuto come Graziano Ricami.
Il presidente del consiglio comunale, Alessandro Bono, e l’assessore Donatella Ferretti, più volte chiamati in palcoscenico per le consegne dei riconoscimenti, in rappresentanza dell’Arengo. Tutti i vincitori e i piazzati per ogni categoria di questa edizione 2026 li potete trovare in altra parte di questo giornale (leggi qui).
La coppia di commesse della vecchia e cara Standa, che trionfa nella categoria Omnia Bona, risulterà poi vincente assoluta di questo Carnevale 2026. Si chiamano Maria Grazia Giovannozzi e Samanta Guerrieri. Sono cognate. «Averlo saputo – ci scherzano su – ci saremmo vestite un po’ meglio, oppure andavamo dal parrucchiere…».

La mamma di Samanta è Rina Galiè, che nei grandi magazzini della Standa, come commessa, meglio, “signorina”, ha passato, assunta nel 1965, tutta la sua vita lavorativa. La Standa si affacciava, con i suoi tre piani di esposizione, su piazza Roma e su piazza del Popolo.
Proprio alcuni articoli che avevamo dedicato alla Standa, due anni fa, su questo giornale, avevano riacceso ricordi ed emozioni legate a quell’epoca e a quel luogo, rimasto, evidentemente, nel cuore di moltissimi ascolani (leggilo qui). Una valanga di commenti affettuosi si erano riversati via social. La fortunata performance carnevalesca di Maria Grazia e Samanta, e il clamoroso successo riscosso, sono conferma ulteriore di questo feeling.
Altra donna protagonista di questa edizione che va in archivio è Luigia Rossi Brunori, che, dopo il Premio “Lattanzi”, si impone anche lei nella sua categoria, la D. Barbara e Silvia, le due figlie di Sandro Riga, che hanno perso da poco anche la mamma, riportano l’emozione al Filarmonici. Il loro papà è stato, con i suoi scatti immortali, uno dei migliori ambasciatori del fascino di Ascoli nel mondo. Meriti che non sono, e non saranno mai, dimenticati, i suoi.

Come quelli di Ottorino Pignoloni. Di Carlo Martinelli. Di Zelindo Boretti. L’ultimo a partire, anche lui troppo presto, proprio alla vigilia di questo Carnevale. Li ricorda tutti, uno ad uno, con la voce che gli si rompe in gola come ogni volta che lo fa, Lele Zazzetta. Un altro dei sempre presenti, insieme a loro, dal 1971, al Carnevale ascolano. Sono brividi. A premiare Daniele Peroni arriva sul palcoscenico anche Maura, la moglie di Ottorino. Poi Marco Regnicoli, con il suo attestato appena ritirato, posa, a grande richiesta, per i fotografi al fianco della sorella, Antonella, presentatrice.
Ma con le lacrime di commozione si deve ancora incominciare. Ad annunciare il vincitore della Mascherina d’argento è chiamato Lucio Sermarini. Dovrebbe. Perché il nome del vincitore è il suo. Ma lui è l’unico a non saperlo. Una bella sorpresa degna di Scherzi a parte, che lo fa scoppiare in lacrime per la improvvisa e inattesa gioia, e per l’attestato di stima ricevuto.

Poi tocca al presidente uscente dell’associazione “Il Carnevale di Ascoli”, Marco Olori, in scadenza di mandato insieme agli altri componenti del direttivo, non riuscire a contenere la commozione. La “Mascherina d’oro” va a Camillo Di Lorenzo, un altro habituè di lungo corso. Arriva sul palco con il nipotino, per condividere il momento di gloria, e rendere plastica la raffigurazione dell’ideale passaggio di consegne alle giovani generazioni. «Il Carnevale è un momento di sana e gioiosa follia, che fa bene alla gente», dice.
E Ottorino Pigoloni sosteneva che tutti i gruppi mascherati, indistintamente tutti, sono protagonisti, parimenti meritevoli di considerazione e plauso, del Carnevale ascolano in piazza. Quest’anno sono stati 132. Una quarantina soltanto gratificati da una menzione o da un piazzamento. Se il Carnevale è davvero, come è stato detto, “…la cosa più seria che ci è rimasta…” per il prossimo anno lanciamo una proposta. L’istituzione di un nuovo premio speciale. Destinato alla affollata categoria dei gruppi “Sempre presenti, ma mai in nomination”.

Carnevale di Ascoli 2026, “La bella Standa” è il gruppo vincitore. Tutti i premi
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