Giallo del plasma, la delusione di un donatore: «Servono atti concreti, non pacche sulle spalle»

«MI ASPETTO un'azione legale nei confronti dei responsabili di questa vicenda - scrive - Chi ha sbagliato è giusto che paghi»
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Giallo del plasma, monta la polemica. A seguito del comunicato diramato da Avis Marche, un donatore – che preferisce rimanere anonimo – ha deciso di esternare tutta la propria delusione per come si sta affrontando la vicenda.

 

Nel merito, va ricordato, Avis Marche aveva reso nota la propria posizione attraverso una nota: «Cresce la rabbia di volontari e donatori dopo la recente esplosione mediatica in merito alle sacche di plasma gettate o inutilizzabili – recitava il comunicato – Avis Marche non entra nel merito delle dinamiche e responsabilità che hanno portato a quanto accaduto, saranno le autorità competenti e fare chiarezza e a dare risposte in primis ai donatori e volontari e poi a tutta la popolazione colpita fortemente da questa vicenda».

 

Considerazioni considerate non sufficienti da parte del donatore in questione, che auspica l’avvio di azioni concrete da parte dell’associazione di volontariato: «In 40 anni di donazioni – ci scrive – mai e poi mai avrei immaginato di assistere ad uno scempio di tali proporzioni. Ho sempre confidato sulla buona fede e sul buon operato dell’Avis in tutta la sua storia di attività nel volontariato, ma proprio per questo ritengo non sia sufficiente un comunicato di semplici rassicurazioni. Ringraziare i donatori per la loro “passione” dopo aver assistito allo scempio del plasma inutilizzabile suona più come una pacca sulla spalla per sedare la rabbia che come un reale riconoscimento».

 

E ancora: «Di fronte alla gravità di quanto accaduto, mi aspetto un’azione legale nei confronti dei responsabili di questa vicenda. Chi ha sbagliato è giusto che paghi. Così come è giusto che l’Associazione stessa si costituisca parte civile nel procedimento aperto dalla Procura e dai Nas, a tutela della propria immagine e della buona fede di tutti i donatori. Rimango, quindi, in attesa di leggere di prossime azioni concrete che l’Associazione voglia mettere in campo, nonché nella speranza che simili episodi non abbiano modo di ripetersi».


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