Galleria di Trisungo, il cantiere  rischia la paralisi: «Nessuna risposte sulle varianti da parte di Anas e stop ai pagamenti»

ARQUATA DEL TRONTO - A lanciare l’allarme sono i rappresentanti di Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl, a seguito di un incontro con l’impresa appaltatrice: «Cassa integrazione in vista per 72 lavoratori. Anche le istituzioni facciano la loro parte per il completamento di un’infrastruttura decisiva per il rilancio economico e sociale dell’area interna»
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Lo scavo della nuova galleria di Trisungo

Il nuovo tratto della Salaria, atteso dopo il sisma e considerato un collegamento cruciale tra Marche e Lazio, tra Ascoli e Roma ma anche tra la zona montana, il capoluogo piceno e la costa, rischia di fermarsi (leggi l’articolo della cerimonia di un anno fa, quando fu abbattuto l’ultimo diaframma del tunnel).

 

A lanciare l’allarme sono i sindacati degli edili Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl di Ascoli Piceno, a seguito di un incontro con l’impresa appaltatrice Salc. Senza risposte sulle autorizzazioni necessarie alle varianti del progetto della galleria di Trisungo, nel comune di Arquata del Tronto, il cantiere rischia infatti la paralisi, con pesanti conseguenze sia per il completamento dell’opera sia per l’occupazione: è questa la denuncia dei sindacalisti.

 

La galleria di Trisungo, il 27 marzo del 2025

Sono oltre 72 i lavoratori direttamente coinvolti – esclusi subappalti e indotto – che, in assenza di sviluppi, saranno collocati in cassa integrazione ordinaria (Cigo) a partire dal 20 aprile 2026 per una durata di 13 settimane, con rotazione del personale.

 

«Secondo quanto riferito dall’azienda – affermano Silvio Armillei (Feneal), Jacopo Lasca (Filca) e Graziano Gorla (Fillea)la situazione è caratterizzata da forte incertezza. La Salc infatti ha dichiarato di non aver ancora ricevuto da Anas pagamenti per circa 13 milioni di euro relativi a lavori già eseguiti. Inoltre, manca ancora l’approvazione della variante progettuale necessaria per adeguare l’opera alle normative tecniche, autorizzazione attesa entro luglio 2025 per garantire il rispetto dei tempi contrattuali e degli standard di sicurezza».

 

I sindacati sottolineano come, fino ad oggi, i rallentamenti siano stati gestiti grazie alla disponibilità dei lavoratori, che hanno utilizzato ferie per consentire la prosecuzione delle attività, e all’impegno dell’impresa nel garantire comunque le retribuzioni. Una situazione che però non può più andare avanti senza certezze.

 

«I lavoratori chiedono chiarezza per il loro futuro – evidenziano le organizzazioni sindacali – e non è più possibile proseguire in un clima di totale incertezza e assenza di risposte da parte di Anas».

 

Particolarmente delicato anche il tema delle professionalità impiegate nel cantiere: «Si tratta – continuano i sindacalisti – di maestranze altamente specializzate, difficili da reperire sul mercato del lavoro, provenienti sia da altri Paesi europei ed extraeuropei sia dai comuni del cratere sismico». 

 

Per questo, Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl chiedono un intervento immediato di Anas, chiamata ad assumersi le proprie responsabilità e fornire risposte definitive. Allo stesso tempo, sollecitano le istituzioni locali a farsi parte attiva, considerata l’importanza strategica della galleria di Trisungo nell’ambito della riqualificazione e ampliamento della Salaria, asse fondamentale tra Roma e San Benedetto del Tronto.

 

Pur dichiarando la disponibilità a ricorrere a tutti gli strumenti previsti dalla normativa, inclusi gli ammortizzatori sociali, i sindacati auspicano che si possa evitare uno stop che penalizzerebbe ulteriormente i lavoratori e un territorio che attende da anni il completamento di un’infrastruttura decisiva per il rilancio economico e sociale dell’area interna.


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