
Niko Tacconi (a sinistra) con l’amico Lorenzo Alberghina
Resta tuttora sotto sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria, la salma di Niko Tacconi. Mentre la comunità ascolana attende di conoscere gli sviluppi della tragica vicenda che ha portato alla morte del 34enne, la giustizia deve seguire il proprio corso e nelle prossime ore si deciderà quando fissare l’autopsia del defunto.
L’esame autoptico è un passaggio ineludibile per consentire la restituzione della salma, di modo che possa fissarsi e svolgersi il funerale. Chiaramente l’autopsia servirà soprattutto a fornire elementi con cui definire quanto accaduto nella sera di domenica 19 aprile in via Pergolesi.
Nel frattempo, Emanuele Bellini, attualmente rinchiuso al carcere di Marino del Tronto, comparirà davanti al gip giovedì mattina per l’udienza di convalida del fermo: si esamina, in queste ore, se il regime di reclusione sia conciliabile con le condizioni dell’indagato. Il 54enne era seguito dal Dipartimento di salute mentale dell’Ast di Ascoli e dal Sert e, inoltre, era destinatario di un’interdizione da parte del Tribunale di Ascoli. Bellini è detenuto con l’accusa di omicidio volontario e resistenza a pubblico ufficiale, ma tali capi potrebbero non essergli imputati.
La fiaccolata prevista per mercoledì sera, organizzata dagli amici di Niko, è stata rinviata a data da destinarsi. Con l’avvocato Umberto Gramenzi si sono confrontati madre e fratello di Tacconi con l’intento di costituirsi parte civile. Bellini invece è rappresentato dall’avvocato Alessandra Morganti.
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