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Beccati mentre cercano di imbrogliare all’esame per la patente

ASCOLI -Si tratta di un uomo e una donna di origini indiane. Comunicavano attraverso apparecchiature elettroniche con complici esterni che li aiutavano a compilare correttamente il test. L'operazione è stata condotta dagli agenti della Polizia Stradale. I due sono stati denunciati

 

Per superare l’esame per la patente ci sono diversi modi: privatamente, tramite una scuola guida autorizzata o… imbrogliando.

E’ quest’ultima la strada che hanno tentato oggi, 2 settembre, un uomo e una donna, di origini indiane e residenti nell’entroterra piceno.

Con l’utilizzo di apparecchiature elettroniche comunicavano con complici esterni che li aiutavano a compilare correttamente il quiz valido per la prova di teoria nella quale si stavano cimentando.

Ma non sono riusciti nell’intento.

Sono stati scoperti e allontanati dalla sala dove si stava svolgendo la prova, nella Motorizzazione civile di Ascoli.

A condurre in porto l’operazione sono stati gli agenti della Polizia Stradale di Ascoli che hanno identificato e denunciato i due alla Procura della Repubblica di Ascoli.

Dovranno rispondere del reato di essersi avvalsi del lavoro altrui per il rilascio, in questo caso, della patente di guida (in ragione dell’articolo 1 della legge 475/25). In caso di condanna rischiano da tre mesi ad un anno di reclusione.

Non è la prima volta che accade. E sono sopratutto i cittadini stranieri a ricorrere a tale sistema per conseguire la patente, probabilmente per la difficoltà con la lingua.

Per questo chi sta dietro al “sistema” – non si esclude un’organizzazione vera e proprio che elargisce il favore dietro lauto compenso (c’è chi riferisce di cifre che vanno da 1.500 e 2.000 euro) – è sempre pronto ed escogitare mezzi sempre più sofisticati e difficili da intercettare.

I “metodi” che vanno per la maggiore sono una piccola telecamera con cui l’esaminando invia le immagini del test all’esterno e una cuffia wireless delle dimensioni di un fagiolo infilata nell’orecchio per ricevere istruzioni.

Ma sembra che ultimamente le orecchie vengano perquisite prima della prova.

Allora c’è chi racconta di una specie di vibratore che, nascosto in parti del corpo difficili da individuare, emette un segnale entro 5 secondi dalla scelta della risposta errata. L’esaminando così può correggere fino a dare la risposta giusta.

Stratagemma piuttosto articolato, oltre che pericoloso, tanto che viene da chiedersi, ma non è più facile studiare?

m.n.g.

 


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