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Elezioni, nel Piceno tutto come prima: Lucciarini e Bochicchio più forti, Rocchi nel segno della continuità

VOTO - Ripatransone e Castel di Lama hanno dato ampia fiducia ai sindaci uscenti regalando loro il secondo mandato. Non è un volto nuovo ma è invece all’esordio il primo cittadino di Grottammare, da anni al fianco di Piergallini. Fallimento del centrodestra in riva all’Adriatico e nel centro della Vallata del Tronto
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I sindaci di Ripatransone, Grottammare e Castel di Lama in ordine di percentuale preferenze: Alessandro Lucciarini De Vincenzi (65,88%), Alessandro Rocchi (56,04%), Mauro Bochicchio (50,44%)

 

di Andrea Ferretti

 

Tre i Comuni che nella provincia di Ascoli sono andati al voto. Nove i candidati sindaci che si sono dati battaglia. Tre, ovviamente, quelli che l’hanno spuntata. Volti nuovi? Aria nuova? Macchè, tutto come prima, o quasi. Bochicchio a Castel di Lama e Lucciarini De Vincenzi a Ripatransone non solo restano in sella, ma fissano bene i piedi sulle staffe del proprio cavallo che regala loro un’altra sgroppata sulla distanza dei cinque anni. Rocchi a Grottammare è il segno della continuità del dopo Piergallini.

 

Il mandato per Bochicchio e Lucciarini è dunque una prosecuzione. Per Rocchi è la prima volta, dopo essere stato assessore e vice del suo predecessore. Non c’è stata partita. Esagerato? No. Del resto i numeri sono implacabili e, come in una competizione sportiva, vince chi fa un punto, un gol, un canestro, una meta più dell’avversario. In questo caso il successo è stato più netto di quella che viene definita vittoria di misura. Ma capita pure che la squadra che vince non è sempre quella che ha giocato meglio. In questo caso ce lo potrà dire solo il tempo, i prossimi sessanta mesi.

 

Alessandro Lucciarini De Vincenzi 65,88%, Alessandro Rocchi 56,04%, Mauro Bochicchio 50,44%. Numeri che parlano da soli e, soprattutto, che evidenziano come la maggior parte dei cittadini di Ripatransone e Castel di Lama siano soddisfatti di ciò che è stato fatto dal 2018, quelli di Grottammare dal 2013.

 

Nelle settimane che hanno preceduto la chiamata alle urne, i tre neo eletti-rieletti non lo ammettevano per scaramanzia, magari anche per pudore, ma erano certi di spuntarla. Tanto che la loro campagna elettorale non è stata caratterizzata da squilli di trombe, se si fa eccezione per il blitz di Giuseppe Conte, l’ex premier ora leader dei Cinque Stelle, che a Castel di Lama ha benedetto Bochicchio davanti ai suoi concittadini, anche se nei manifesti accanto al faccione del primo cittadino stavolta non comparivano le stelline.

 

Al contrario, i loro avversari (poi sconfitti), in particolare a Grottammare e Castel di Lama, non solo hanno fatto ricorso agli squilli di tromba ma anche a rullii di tamburi. In riva all’Adriatico il centrodestra esce con le ossa rotte dopo una minuziosa campagna elettorale in cui il giovanissimo Marco Sprecacè è stato sostenuto, anzi accompagnato per mano, dagli stati generali del centrodestra locale, provinciale e regionale. Spesso, infatti, i suoi appuntamenti sono stati caratterizzati dalla presenza di senatori, onorevoli, consiglieri regionali, futuri potenziali colleghi come il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, coordinatori provinciali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, la triade che in questa fase storica rappresenta è al timone sia del Governo centrale che di quello delle Marche. Sprecacè si è fermato però al 29,60%. Poco. Ci riproverà. L’età e l’entusiasmo giocano a suo favore. Lorenzo Vesperini e Alessandra Manigrasso, gli altri due candidati, hanno recitato perlopiù il ruolo di spettatori, chiudendo i giochi rispettivamente con l’11,77% e il 2,60%.

 

Stessa sorte e le stesse forze politiche schierate con Sprecacè anche Castel di Lama, dove Francesco Ciabattoni, nonostante l’incoraggiamento finale del governatore delle Marche Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia), si è piazzato terzo su tre con il 14,70%, abbondantemente superato, oltre che da Bochicchio, pure da Tiziano Oddi (34,86%).

 

A Ripatransone, come nelle previsioni, non c’è stata storia e il vecchio nuovo sindaco Lucciarini De Vincenzi al gioco del “Lascia o raddoppia” ha scelto la seconda schiacciando con il 65,88% Roberta Capocasa di “Progetto Paese” (34,12%), candidata del gruppo di opposizione che potrà continuare solo ad opporsi.

 

Seguendo la tabellina del quattro, Grottammare (16.000 abitanti), Castel di Lama (8.000) e Ripatransone (4.000) sono pronti a ripartire. Buona fortuna. Prossima puntata nel 2028.

 

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