
Passione Quintana, passione Ascoli Calcio. Difficile scindere le due cose. Il “tour de force” televisivo inizia quando fa ancora molto caldo. L’amichevole con la Lazio è alle 20,45 e l’attesa diventa quasi snervante con il telecomando sempre in mano. Aumentano i castelli nella sfilata della Quintana così come i club bianconeri. Alle emozioni della giostra al campo Squarcia fanno eco quelle del “Del Duca” che pian piano va verso il sold-out.

I titolari bianconeri contro la Lazio
Quintana in primo piano: faccio in tempo a vedere l’ultimo assalto al moro e la caduta del cavaliere di Porta Solestà, Luca Innocenzi. Poi, anche con un po’ di delusione, cambio canale per la partita. Ascoli-Lazio è una amichevole che sembra essere stata inserita di proposito nel programma delle feste in onore del patrono Sant’Emidio. Ma sono solo coincidenze che forse, alla fine, ha penalizzato qualche figurante della Quintana.
Il colpo d’occhio allo stadio “Del Duca” è strabiliante. Non ci sono barriere, cordoni o cancelli che dividono le due tifoserie: bianconeri e biancoazzurri sono una cosa sola. Uniti anche dallo stesso cantante, Lucio Battisti. Ed è proprio sulle melodie del cantante di Poggio Bustone che si scalda l’ambiente. È una amichevole, sarà il calcio d’agosto, ma non manca l’agonismo. L’Ascoli gioca come lo scorso anno. Partenza dal basso, passaggi e triangolazioni non mancano. Qualche difficoltà in più ma è normale: di fronte c’è una squadra di Serie A.
Una squadra, la Lazio, molto fisica e veloce. Il “ringhio” Gattuso ha già trasmesso le sue caratteristiche. Ma anche mister Tomei non si risparmia in consigli ed indicazioni. La partita è piacevole anche se, specie nel primo tempo, parate dei due portieri non si registrano. La Lazio sciupa una ghiotta occasione, l’Ascoli tessa la sua tela come Penelope.
Nella ripresa, in campo gli stessi del primo tempo sia da una parte che dall’altra. Poi l’Ascoli segna con Chakir, lesto ad infilarsi in una retroguardia molto fisica. Dura poco che la Lazio pareggia con Zaccagni che, fino a quel momento, era stato uno spettatore…non pagante (ma pagato). Purtroppo la festa è amara, non per il secondo gol subito, ma per l’infortunio di Alagna. Così come per la Quintana che ha visto la caduta del “cannibale”. Ma come cantavano i Rokes “bisogna saper perdere, non sempre si può vincere”.

































