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L’Ast riorganizza gli oss: presenti di notte anche alla Murg di San Benedetto, lavoreranno in coppia e copriranno anche altri due reparti

 IL PIANO proposto dalla direzione della Sanità picena entrerà in vigore dopo il confronto con i sindacati previsto per l'8 maggio. Intanto spiega come saranno organizzate le attività degli operatori socio sanitari nei tre reparti. Ma c'è già chi è contrario
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Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto

 

Nel piano di valorizzazione e ottimizzazione delle attività assistenziali, l’Ast picena riorganizza il lavoro degli operatori socio sanitari.

Due le novità della proposta che riguarderà l’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto e che la direzione sottoporrà ai sindacati, il prossimo 8 maggio (ma c’è già chi non d’accordo come si spiegherà sotto): gli oss saranno presenti di notte in reparti dove fino ad ora non sono previsti e lavoreranno in coppia, il numero degli operatori sarà lo stesso, su tre reparti invece che su due.

I reparti interessati dalla nuova strategia sono Medicina d’urgenza (dove al momento non c’è l’oss di notte), Cardiologia e Anestesia e rianimazione dell’ospedale della Riviera.

Le attività degli operatori socio sanitari nei tre reparti sono distinte in pianificate\programmate e in non programmate da erogare su richiesta.

Esempi di attività programmate sono: lettura delle consegne, giro dei tre reparti per lo svolgimento di eventuali attività critiche di cui necessitano, controllo e ripristino dei carrelli delle medicazioni e dell’igiene dei pazienti, raccolta e stoccaggio dei rifiuti, sostituzione delle sacche di raccolta diuresi ai pazienti cateterizzati, rilevazione e registrazione dei parametri vitali, consegna dei prelievi al laboratorio analisi.

Le attività non programmate durante la notte saranno invece erogate su richiesta degli infermieri in turno nei tre reparti e potranno consistere in: cure igieniche e di cambio biancheria, assistenza ai nuovi eventuali degenti ricoverati d’urgenza dal Pronto Soccorso, trasporto dei pazienti in radiologia per gli esami diagnostici e nel blocco operatorio in caso di eventi urgenti, trasporto delle provette al trasfusionale, collaborazione con gli infermieri in caso di emergenze. Il servizio sarà centralizzato e gli oss agiranno, appunto, in coppia a ogni chiamata per intervento notturno, per mutuo aiuto e confronto sull’attività da erogare.

L’argomento è stato trattato con i sindacati lo scoro mercoledì 24 aprile. E già Nursind e Usb obiettano sul fatto che due soli oss debbano coprire tre reparti. Per loro, «più che di “valorizzazione”, qui si tratta di  aggravare ulteriormente il loro carico di lavoro e di sfruttamento, che metterebbe a rischio non solo la qualità dell’assistenza, ma anche la sicurezza dei lavoratori stessi, costretti a “trotterellare” da un reparto all’altro per tutta la notte. L’unica soluzione, invece, è quella di assumere nuovo personale».

 



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