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Ultimo giorno
prima della zona arancione
Presi d’assalto bar e supermercati

EMERGENZA COVID - Sabato 14 novembre, ultima giornata "gialla", pienone per i locali prima della chiusura forzata. Molte le code anche davanti ai generi alimentari, dovute soprattutto ai residenti dei comuni vicini
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di Andrea Pietrzela

Da oggi (domenica 15 novembre) e per almeno due settimane, le Marche non saranno più una cosiddetta “zona gialla” ma diventeranno una Regione colorata ufficialmente di arancione. I contagi da coronavirus aumentano e le restrizioni si fanno più rigide, ma in concreto che cosa cambia rispetto alla scorsa settimana? Nelle zone arancioni, secondo l’ultimo Dpcm, è prevista la serrata totale di bar e ristoranti ed il divieto di spostamento per tutti, tranne che per motivi di lavoro, di salute o comprovata necessità, dal proprio Comune di residenza.

All’interno del Bar Marconi, con il titolare Mauro Castelletti ed una barista rigorosamente in mascherina

I BAR – La notizia era ormai risaputa, così nell’ultimo giorno di “libertà” disponibile in tanti ne hanno approfittato per godersi l’ultima colazione o l’ultimo aperitivo al bar. Sempre a distanza e con in volto la mascherina. «Il lavoro è sempre al 30% circa del totale, l’effetto dell’ultimo giorno si è visto un po’ di più in mattinata – dice Mauro Castelletti, gestore del Bar Marconi La gente però esce sempre meno, nel primo pomeriggio c’è talmente poca affluenza che sembra una classica domenica di ferragosto. Speriamo che il provvedimento duri soltanto davvero due settimane».

Alla Pasticceria Angelo, caffetteria punto di riferimento per Porta Maggiore e non solo, l’affluenza è sembrata all’incirca la stessa di sempre. «L’effetto da ultimo giorno si è sentito, abbiamo lavorato tanto soprattutto a colazione –conferma il titolare Andrea Balestra è stato come un normale sabato invernale senza pandemia, anche se in generale il lavoro è sceso tantissimo. Da domani ci dedicheremo soltanto alla consegna a domicilio e all’asporto su prenotazione».

Andrea Balestra alla “Pasticceria Angelo”

IN CENTRO – Nell’ultimo giorno “a tinte gialle”, il lavoro è stato tanto soprattutto nel centro storico della città: un barista neanche ci ha potuto dedicare qualche minuto perché troppo impegnato a smaltire le richieste dei clienti. A ridosso della chiusura delle ore 18.00, nonostante la leggera pioggia, quasi ogni locale aveva occupato tutti i tavolini all’esterno. Il richiamo dell’aperitivo “finale” è stato troppo forte, i giovani non si sono lasciati scappare l’ultima opportunità prima della serrata. Anche se in alcuni casi, è inutile ribadirlo, rimane molto difficile rispettare le distanze minime di sicurezza.

I SUPERMERCATI – Ma non solo i bar: anche i supermercati sono stati presi d’assalto, in questo caso più per paura che per opportunità. Sabato mattina ad esempio, presso l’Eurospin della zona Marino del Tronto, si è registrata una coda all’esterno di circa 20 persone. Nel pomeriggio invece, al Conad Superstore di viale Costantino Rozzi, c’erano ben 50 persone in fila in attesa di poter entrare. La paura di restare senza scorte è assolutamente ingiustificata, ma la grande affluenza è stata generata per lo più da coloro che risiedono nei comuni adiacenti ad Ascoli e che da domani non potranno più “sconfinare”: per risparmiare e per evitare di uscire più volte, in tanti hanno scelto di fare una piccola scorta nei grandi centri di distribuzione appena prima che la regione si colorasse (purtroppo) di arancione.

Spostamenti, ristoranti, autocertificazione: cosa cambierà con l’area arancione



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