La partita dal divano: Ascoli, partita “capolavoro”

SERIE C - Il poker contro il Catania raccontato da Lino Manni. Al terzo atto della rappresentazione "portaci via da questa categoria" per il Picchio non resta che prendere il volo
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di Lino Manni 

 

I 4 cavalieri dell’apocalisse ovvero i 4 gol rifilati dall’Ascoli al Catania. Una partita gustata su un divano di lusso, in trasferta sui colli bolognesi. Un boato finale, quello di un manipolo di ascolani, che al fischio finale è esploso. Un urlo che si è sentito anche al vicino stadio “Renato Dall’Ara”. In attesa della sfida di domani, mercoledì 27, il terzo atto (terza partita playoff ) della rappresentazione teatrale “portaci via da questa categoria” ha visto una sola protagonista in campo: l’Ascoli. Li abbiamo annichiliti dall’inizio alla fine.

L’esultanza dopo il gol di Guiebre

 

Dopo 7’ D’Uffizi crea la prima occasione ma il colpo di testa non è la sua specialità. Poi Rizzo Pinna calcia in curva sud. Corradini è il più preciso ma un difensore etneo salva sulla linea. Duello D’Uffizi-Casasola: il bianconero aggancia il pallone, il rossoblù la prende con le mani. Discussioni in campo ma l’arbitro resta immobile con una mano all’orecchio. Nel frattempo Rizzo Pinna fiducioso prende il pallone. Poi il var dice che è fuorigioco: questioni di centimetri.

 

La sinfonia in campo non cambia: Ascoli padrone, Catania che si difende anche in cinque. Damiani, che mi ricorda Mario Vivani detto “bruschetta”, è il direttore d’orchestra. Dall’altra parte l’ex Forte non la prende mai e toglie ai tifosi ascolani la soddisfazione di fischiarlo. Ad un minuto dal termine arriva il gol di Corradini pronto a girare in rete. Il portiere ospite para ma… dentro la rete. La ripresa meglio del primo tempo. Guiebre imita il brasiliano, ex Real Madrid, Roberto Carlos e con un sinistro con le “tre dita” mette all’angolino. Poi ci pensa Gori a soffiare il pallone a Rizzo Pinna e segnare il gol scaccia sfiga. Il dolce finale è servito dal solito Milanese, uno che lascia sempre il timbro di fabbrica.

 

Una partita “Capolavoro” come la canzone del trio Il Volo. Ora non ci resta che prendere il volo.



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