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Ospedale di Comunità, la denuncia di Nursind e Usb: «Nuovi servizi ma senza personale»

ASCOLI - I sindacati, non solo Pelosi e Giuliani e non solo del Comparto, da tempo segnalano i tagli dei letti e quindi degli infermieri. La risposta della direzione Ast punta sempre sulla parola "riorganizzazione". Al cittadino non resta che assistere impotenti, speranzosi ma anche dubbiosi e preoccupati, a tutto questo. E' ora di fare chiarezza sulla sorte degli ospedali piceni e sulla base di scelte che non siano "condizionate" da dinamiche politiche o peggio territoriali
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Gli ospedali “Mazzoni” di Ascoli e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

 

di Maria Nerina Galiè

L’apertura dell’Ospedale di Comunità ad Ascoli, lo scorso 4 giugno, ha fatto gridare al “miracolo” i sindacalisti di Nursind e Usb, che da tempo lanciano l’allarme sulla carenza di personale infermieristico e di oss negli ospedali piceni dove, ed è inconfutabile, la direzione va sempre più spedita verso una “riorganizzazione” che, al momento, prevede solo “riduzioni”. Di letti e di conseguenza di professionisti.

Ai cittadini non resta che assistere impotenti, speranzosi ma anche dubbiosi e preoccupati, alle continue denunce dei sindacati – del Comparto ma anche dei medici (qui l’ultimo intervento del segretario regionale Cimo), che non possono sferrare parola per ordine espresso della direzione – e alle risposte dell’Ast, dove non manca mai la parola “riorganizzazione”.

Ma soprattutto dove non c’è mai un quadro d’insieme che aiuterebbe l’utente – come anche i professionisti della Sanità picena – a capire il fine ultimo, cioè quale sarà l’assetto degli ospedali della provincia, quali cure saranno in grado di offrire ed a che “prezzo”, in termini di costi, di attese e di efficacia.

Lo stabilirà il tanto atteso atto aziendale, che però ancora non arriva e, quando sarà pronto, l’auspicio è che non sia “condizionato” da dinamiche politiche o peggio territoriali.

Tornando al “miracolo” della «moltiplicazione dei pani (Os.co.) e dei pesci (personale), aprendo  servizi senza personale» sollevato da Nursind e Usb, il riferimento è al dimezzamento dei letti di Nefrologia, da 16 a 8. Dimezzati gli infermieri, da 12 a 6. E gli altri ecco che compaiono nell’Osco, insieme a 6 oss.

«Nessuno ci ha informati del “cambiamento”  – riferisce Maurizio Pelosi (Nursind) – ed il nostro dubbio ora è un altro. I 6 ei infermieri assegnati all’Osco che erano di Nefrologia dovranno anche coprire  le necessità di pazienti di peritoneo dialisi? Cioè quelli ricoverati in altri reparti come Utic o Pneumologia, di notte o nei festivi? In questi giorni e orari non c’è in Nefrologia l’infermiere per la peritoneo dialisi, quindi in caso di bisogno, come si farebbe altrimenti?»

«Con l’inizio delle ferie estive – si legge nella nota sindacale di Nursind e Usb – i dipendenti dell’Ast Ascoli rischiano di non poter usufruire del meritato riposo. È davvero sorprendente leggere sulla stampa dell’apertura di nuovi servizi, quando manca il personale necessario per garantirne il funzionamento.

Da mesi la dirigenza, con operazioni costantemente denunciate dalle scriventi, sta riducendo o dimezzando i posti letto e il personale in Unità Operative, come Nefrologia e Patologia neonatale di Ascoli e Murg di San Benedetto, e non è stata riaperta Urologia e nemmeno il secondo piano della Rsa di Offida.

Maurizio Pelosi (Nursind) e Mauro Giuliani (Usb)

I posti letto sono oltre 50 in meno rispetto a quelli autorizzati dalla Regione Marche e riportati nero su bianco nel Piao. Sconcerta anche quanto affermato dalla direziona, che sostiene che i 16 posti letto sono destinati a liberare spazi per pazienti acuti. Vengono tolti posti letto per pazienti acuti per poi aprire nuovi posti letto a bassa intensità e di tipo territoriale, tutto con lo stesso personale infermieristico e oss sottratto da altri reparti già in forte carenza di personale».

I sindacalisti Pelosi e Mauro Giuliani (Usb), dopo l’attacco, tornano ad insistere sulla necessità di assumere nuovo personale: «Siamo certamente lieti che ci sia un Osco nel Piceno, ma è fondamentale che sia dotato del personale aggiuntivo necessario. Per questo, chiediamo che vengano assunti professionisti attingendo dalla graduatoria del concorso regionale, per quanto riguarda il personale infermieristico.

Inoltre, per quanto riguarda gli oss, chiediamo di stabilizzarne almeno 6, in possesso dei requisiti Covid e che l’Azienda intende mandare a casa dopo 4 anni di servizio entro fine agosto. È essenziale, inoltre, assumere dalla graduatoria di mobilità. Le domande scadevano il 20 maggio ed ancora non è stata pubblicata la relativa graduatoria. Ricordiamo che si tratta di colleghi della nostra provincia che lavorano in altre Ast ed hanno chiesto di ritornare “a casa”».    



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